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'Ingiustizia imperante in molti tribunali': i Genitori Separati invitano a firmare per il referendum

«Non perdere l'opportunità di far sentire la propria voce sulla InGiustizia nelle separazioni e nell'affido dei minori»

 

L'associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori invita «i separati ad andare a firmare, in tutta Italia, le sei petizioni sulla Giustizia per non perdere l'opportunità di poter far sentire, ancora una volta, la propria voce sulla mala giustizia o, meglio, sulla InGiustizia nelle separazioni e nell'affido dei minori».

«La maggior parte dei genitori separati - si legge in una nota dell'associazione - sono vittime quotidiane della InGiustizia dei nostri tribunali durante i procedimenti per l’affido dei minori e, pertanto, non possono non andare a firmare per i sei referendum sulla giustizia e, in particolare, sulla responsabilità civile e penale dei magistrati».

«La firma della petizione - spiegano ancora i Genitori Separati - non è una adesione alle richieste dei promotori, ma solo una "autorizzazione" a tenere i referendum e la condivisione o meno avverrà solo con il voto; è una adesione ai contenuti delle petizioni e non ai partiti e/o movimenti dei promotori, poiché i separati non possono dimenticare la nefasta proposta del Ddl 735/2018 (c.d. ddl Pillon), che, di fatto, vuol negare il condiviso e vuole demandare alla mediazione familiare (in cui qualche promotore ha le mani in pasta) la controversa e conflittuale materia dell’affido».

Continua la nota: «La giustizia negli affidi, separazioni e divorzi non è sempre imparziale, ma è succube di un mondo che trae vantaggi ideologici, confessionali ed economici da questa mala gestione da parte di troppi magistrati che non applicano la legge, ma la “interpretano” con discrezionalità. Non diverso è l’operare della Cassazione. Non bisogna rifare le leggi sull'affido, che sono troppe, ma occorre che il politico le aggiorni e che chi le amministra usi meno discrezionalità, in nome di arcaici e clientelari privilegi, e si limiti ad applicarle in modo trasparente ed oggettivo».

L'associazione infine pone l'accento sulla «ingiustizia imperante in molti tribunali» nei confronti dei genitori non più conviventi, specialmente nei confronti dei padri, e conclude: «la Giustizia non può essere succube dell’arroganza di un potere di genere che si sorregge su verità che tali non sono e che la politica non ha il coraggio di sconfessare per convenienze elettorali».

 

 

redazione

 

 

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