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Forestale in stato di agitazione. Savf Fp: Regione non ha rispettato gli impegni

«Le richieste di incontro sono rimaste lettera morta»

 

Corpo forestale

Il Savt Fp ha dichiarato nuovamente lo stato di agitazione per il Corpo forestale della Valle d'Aosta «a distanza di pochi mesi dal precedente, a causa dell'inerzia dell'Amministrazione regionale».

«Nonostante gli impegni formalmente assunti dall'Amministrazione regionale a seguito della chiusura della precedente procedura di raffreddamento, la stessa non ha rispettato nessuno dei punti previsti dal verbale sottoscritto tra le parti», accusa il sindacato.

Sul tavolo ci sono l'allineamento degli stipendi e l'equiparazione alle forze di polizia ad orientamento civile del trattamento previdenziale. Due obiettivi che «rimangono un miraggio - afferma Savt Fp -, nonostante le reiterate promesse fatte, nel corso del recente periodo, da tutto l'apparato tecnico-politico».

«Lo stato di agitazione dichiarato nel corso del 2021 si era chiuso, infatti, con uno scadenziario preciso, contenente date perentorie entro le quali i vari temi dovevano essere affrontati e risolti e rispetto all'osservanza delle quali il Savt si era impegnato a vigilare. A ciò - prosegue il sindacato - si aggiunga che anche le missive indirizzate alla delegazione trattante di parte pubblica, volte ad ottenere degli incontri e/o ad avere chiarimenti, sono rimaste lettera morta: non solo le riunioni non sono state concesse, ma nemmanco sono arrivate le dovute risposte».

La decisione presa da altre organizzazioni sindacali di categoria di attivarsi sulla questione dei Forestali «non può che farci piacere - prosegue il sindacato -, considerato che nel corso del 2021 il Savt Fp, rispetto alle stesse problematiche, ha dovuto agire singolarmente, nonostante il vano tentativo, frutto anche della richiesta avanzata dagli stessi lavoratori in assemblee aperte a tutti, di coinvolgere le altre sigle al fine di giungere ad un'azione unitaria. Si spera vivamente che l'azione sinergica e congiunta di tutte le forze sociali in campo produca il risultato tanto atteso dagli operatori».

 

 

Clara Rossi

 

 

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