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Profughi dall'Ucraina, Lavevaz: dobbiamo essere pronti e coordinati

Riunito il tavolo di coordinamento della Valle d'Aosta per organizzare l'accoglienza

 

Tavolo di coordinamento

«Dobbiamo essere pronti e coordinati per una situazione che sta prendendo forma e sostanza in queste ore». Il presidente Erik Lavevaz lo afferma in seguito alla riunione del tavolo di coordinamento della Valle d'Aosta per la gestione dei profughi ucraini, convocato giovedì pomeriggio.

Secondo l'agenzia dell'Onu per i rifugiati, già un milione di persone ha lasciato l'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa attraversando i confini con gli altri paesi europei, Polonia principalmente. Se il conflitto proseguirà - e al momento niente suggerisce il contrario - i profughi potrebbero diventare almeno quattro milioni. L'Europa si è attivata per accoglierli e l'Italia e la Valle d'Aosta faranno la loro parte.

«In Valle d'Aosta quella dei profughi ucraini non è ancora emergenza», ma prepararsi è fondamentale. Si lavora «sul modello di coordinamento adottato per la gestione dell'emergenza Covid», spiega Lavevaz. «Abbiamo da subito istituito un tavolo, che nei prossimi giorni potrà essere allargato, in cui gestire l'apporto dei diversi soggetti in campo», da Regione a Usl, Comuni, enti di solidarietà e soprattutto protezione civile che anche in questa occasione sarà «il cardine intorno al quale va costruito il sistema di accoglienza».

Attenzione per il contenimento Covid-19

Un sistema di accoglienza che dovrà fare i conti con le misure di contenimento del Covid-19. In Ucraina, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 34% della popolazione è "totalmente vaccinata" e il 36% ha almeno una dose di vaccino. Il timore è che l'ondata di arrivi da chi fugge dalle bombe e dalla morte possa riacutizzare la situazione sanitaria ora che la quarta ondata nel nostro paese sta lentamente passando.

A questo proposito, riferisce ancora il presidente della Regione, «le strutture sanitarie si stanno attivando per garantire la gestione dell'accoglienza dei nuovi arrivi in base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell'epidemia da Covid-19, anche attraverso il coinvolgimento delle Usca». Le Usca sono le Unità speciali di continuità assistenziale dispiegate sul territorio per assistere a domicilio i pazienti Covid positivi.

Prosegue il lavoro di preparazione

Le strutture coinvolte in questa fase di preparazione e coordinamento torneranno a riunirsi a inizio della prossima settimana per aggiornarsi e fare il punto della situazione.

Nei prossimi giorni dovrebbe anche essere pronto un elenco, anche di massima, delle disponibilità di accoglienza nei Comuni della Valle d'Aosta, sia sotto forma di strutture di prima accoglienza sia per soluzioni di periodo più lungo per ospitare intere famiglie.

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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