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Casa circondariale di Brissogne: assistenza, istruzione e formazione professionale

Il protocollo d'intesa tra Regione Valle D'Aosta e Ministero della Giustizia. Lo firma Lavevaz


Erik Lavevaz


Un protocollo di intesa in materia di ordinamento penitenziario e di esecuzione delle misure private e limitative della libertà. Lo hanno firmato il 4 maggio a Roma il Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, e il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, a conclusione di un incontro che da tempo attendeva di affrontare le diverse tematiche che coinvolgono i rapporti tra Regione e Ministero.

A partire dalla casa circondariale di Brissogne dove si prospettano interventi circa la territorializzazione della pena, l’assistenza sanitaria socio-riabilitativa, l’istruzione e le attività ricreative, culturali e sportive, oltre che la formazione professionale.

Ma si sono messi in campo anche ipotesi per l’orientamento al lavoro e per attività lavorative all'interno dell’Istituto, e per la realizzazione di interventi a favore dei soggetti, detenuti e non, sottoposti a provvedimenti limitativi. Infine è prevista l’assistenza a favore di detenuti che versano in una situazione economica di disagio, la formazione continua degli operatori e la riattivazione dell’osservatorio per la verifica dell’applicazione del Protocollo.

L’osservatorio in questione sarà composto dal Presidente della Regione, dagli Assessori regionali alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Istruzione e Politiche del lavoro, e da un rappresentante del Consorzio degli Enti locali valdostani.

Lavevaz definisce questa firma come il punto di arrivo di un lungo confronto istituzionale e politico che consentirà la realizzazione di azioni comuni nell’interesse delle persone sottoposte a provvedimenti privativi della libertà personale e di tutti coloro che operano nella struttura carceraria e di chi vi collabora attorno. Di particolare interesse per la Valle d’Aosta risulta - secondo il Presidente della Regione – l’impegno assunto dal Ministero della Giustizia a garantire maggiore continuità ai vertici della struttura valdostana e una gestione dei flussi delle persone detenute tale da favorire i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Un nobilissimo documento che non è il primo accordo stipulato in materia tra Regione e Ministero. E nonostante questo la casa circondariale di Brissogne continua a registrare, da anni, gravissime carenze igienico sanitarie di fronte alle quali è necessario che i propositi si trasformino in azioni, al più presto.

 

Veronica Pederzolli

 

 

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