Una promozione assurda e pericolosa


La criticata assistente sociale di Caprese Michelangelo (AR), Sara Spaterna, che ha gestito il prelievo forzoso di due minori tolti ai genitori - con modalità simili alla “famiglia nel bosco” di Chieti - fondamentalmente per divergenze culturali sull’educazione dei minori, diventa giudice onorario presso la Corte d’Appello di Perugia -sez. Minori- (D.M. dell’11.11.2025), sollevando profonde perplessità nell’opinione pubblica e nei tanti genitori separati che se la ritroveranno a giudicare i loro singoli casi.

Questa nomina ha sollevato profonde perplessità, essendo stata ritenuta inopportuna, anzi offensiva dei minori e dei loro genitori, perché la dinamica dottoressa Spataro è stata la coordinatrice, forse anche fautrice, alcuni mesi or sono, dell’esecuzione del prelievo forzato, su disposizione del T.M. di Firenze, di due bambini, tolti ai genitori che vivono assieme ad altre famiglie (che si riconoscono negli stessi principi culturali) in una comunità nelle campagne di Caprese Michelangelo (al confine tra Toscana, Umbria ed Emilia Romagna) per collocarli in una struttura protetta in Umbria, vietando ai genitori di poterli vedere. La sig.ra Spaterna e una sua collega, dipendenti dell'Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana, assistite da tanti militari delle forze dell’ordine da loro chiamati (si parla di 12 unità) in divisa e armati fino ai denti, come se dovessero catturare pericolosi malavitosi, hanno fatto irruzione nella casa dei due bambini e, con la forza, li hanno “cacciati” in macchina per portarli nella struttura protetta tra urla e disperazione dei due minori di 4 e 8 anni, che chiedevano la protezione e presenza dei loro genitori.

La diffusione di alcuni video sul prelievo forzato dei minori, sull’assurda presenza delle forze dell’ordine, armate ed in divisa, ha sollevato profonde critiche ad una modalità operativa che si usa per i banditi, ma non per due minori, di 4 e 8 anni, che vivevano felicemente con i propri genitori, in una comunità rurale, che si riconosce in specifici principi culturali ed esistenziali, che tutti dobbiamo rispettare.

Forti sono state le proteste dell’opinione pubblica, tanto da costringere i servizi sociali a formulare alcune pubbliche giustificazioni scarsamente credibili. La dott.ssa Spaterna, al centro delle contestazioni per la disumana e violenta azione che lascerà un indelebile strascico nei due bambini, è ritenuta la responsabile del prelievo forzato e sulla quale è stata chiesta una indagine per individuarne eventuali responsabilità, anche penali. Nonostante tutto, però, è stata nominata giudice onorario presso la sezione minorile della Corte d’Appello di Perugia. Una nomina-premio, viene interpretata da tutti, inopportuna, fino a quando non sarà stata fatta piena chiarezza sulle modalità del prelievo forzato dei due minori e sulle eventuali responsabilità del servizio sociale coinvolto.

Certo, se si accerterà che il prelievo è avvenuto con modalità lesive dei minori e, comunque, non accettabili, poiché le forze dell’ordine non possono intimidire bambini con le loro divise e con le armi e con il loro modo di fare e, soprattutto, per essersi presentati armati, sarà necessario verificare anche se la procedura utilizzata dal C.S.M. per la sua nomina è stata inficiata da vizi di forma.

I bambini con i genitori vivono in un casolare ben ristrutturato nel bosco alla periferia del piccolo comune dove è nato Michelangelo. La colpa dei genitori è quella di avere una propria visione della vita e della famiglia, sorretta da una cultura ben radicata, che, però, non accetta i diktat dei servizi sociali, che si ritengono, con tanta presunzione e, diciamo pure, con tanta ignoranza culturale, in diritto di annullare la figura dei genitori per imporre le loro idee educative, spesso non sorrette da considerazioni scientifiche. Non mandare i figli a scuola, educandoli personalmente, è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, ma non da un servizio che, troppo spesso, purtroppo, si muove in modo incomprensibile, perché ignora la stessa legge italiana.

Le rimostranze dell’opinione pubblica, anche se non ampliate strumentalmente dalla stampa, sono fondate e doverosa è una profonda indagine sui fatti avvenuti a Caprese Michelangelo, stoppando la nomina a giudice onorario dell’artefice della sottrazione dei minori ai loro genitori in nome di una presunzione che non riconosce i diritti altrui e le considerazioni che li sorreggono.

Una nomina, questa, che va stoppata, poiché il comportamento dell’assistente sociale, come emerge dai video in rete, non può essere mai accettato, soprattutto quando va contro i diritti dei bambini, poiché alle disposizioni del T.M. di Firenze, se nocive, ci si rifiuta di dare esecuzione. I molti genitori che devono essere sottoposti alla mannaia dei giudici minorili, soprattutto quando onorari e spesso anche senza il qualificato titolo di studio per farlo, hanno tutti i diritti di rifiutarsi di acconsentire a provvedimenti iniqui e dannosi sia per i figli che per i genitori.

Un giudice chiacchierato, spesso senza nemmeno la conoscenza dei principi della legge minorile e delle norme socio-psicologiche, non può decidere sulla sorte e sul futuro dei minori a lui sottoposti, e quando sbaglia deve pagare economicamente e penalmente, se ne ricorrono i presupposti, fino in fondo tutti i danni provocati al minore, ai genitori e alla società per l’uso improprio del danaro pubblico, cioè di tutti i cittadini. La nomina del giudice onorario va congelata fino a quando non saranno concluse le indagini e fino a quando il suo comportamento non sia stato valutato anche sotto l’aspetto etico dal tribunale dei genitori.

Questa nomina resta inopportuna e dannosa per la fiducia nella magistratura minorile, i cui provvedimenti si rivelano sempre più pericolosi per i minori e per i loro genitori. A chi serve, ora, questa nomina? Sicuramente non all’istituzione della magistratura minorile e tantomeno ai minori e ai loro genitori.



Ubaldo Valentini

 

 

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