Il nuovo questore di Aosta su violenza giovanile, droga e comportamenti abusivi da parte di giovani e adulti

La violenza tra giovani sembra essere diventata la nuova epidemia dei nostri giorni. Il fenomeno appare esploso negli ultimi mesi: "Ucciso un 20enne a Crema, sospettato un minore", "Il caso del tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa", "13enne rapina le Poste con pistola giocattolo" sono solo un piccolo esempio dei numerosi titoli di giornale che, solo nelle ultime settimane, sono balzati alle cronache nazionali.
Anche la Valle d'Aosta non è immune dal problema. Finora non si sono verificati casi gravi come alcuni di quelli avvenuti in altre regioni, ma già da tempo si parla del problema di atti di bullismo, baby gang e di violenza in generale tra minori, adolescenti, persino ragazzini.
Sulle cause del problema ci sono tante ipotesi: i social, la noia, la ricerca costante di emozioni, la droga, la precarietà e l'incertezza dovute ai conflitti internazionali che si riflettono sulla serenità, economica e psicologica, delle famiglie. C'è il timore che questa precarietà possa generale violenza?
Abbiamo incontrato il questore di Aosta, Angela Cannavale, a pochi giorni dal suo insediamento. Cannavale già conosce la Valle d'Aosta essendo stata per alcuni anni alla guida dell'Anticrimine della questura aostana. Ha pertanto familiarità con il contesto valdostano e può certamente contare sull'esperienza maturata in diverse altre città italiane.
«Questo contesto - afferma Cannavale - può far temere brutti episodi. In questo dilagare della violenza in generale la vita umana sembra possa valere poco, ma allo stesso tempo bisogna avere molta fiducia nei giovani. E io ne ho tanta. Questo è l'unico rimedio. D'altra parte, come la storia ci insegna, ci sono stati sempre periodo bui alternati a periodi di rinascita. Alla fine la vita e il bene prevalgono sempre».
In alcuni quartieri di Aosta la situazione è particolarmente difficile e i residenti segnalano spesso situazioni di degrado e di spaccio di droga.
«L'uso di droga è diffuso anche qui in Valle - dichiara il questore - e spesso è purtroppo legata a fenomeni di noia, a una voglia di evasione che si cerca di affrontare in maniera negativa facendo ricorso agli stupefacenti. Secondo me si può affrontare anche un maggior stimolo verso l'impegno nel sociale da parte dei ragazzi. Loro spesso risentono della mancanza di punti fermi che oggi la società non riesce a dare. Potreste aver notato il fenomeno della radicalizzazione, anche sul web da parte di giovanissimi, che sono alla ricerca di punti di riferimento che noi occidentali abbiamo "annacquato" con il tempo mentre si trovano ancora in altre religioni o culture».
L'uso di droga può essere un sintomo di disagio, così come la piaga della violenza sulle donne. Come affrontare il problema?
«Ci sono misure di prevenzione messe in campo contro la violenza domestica che, ahimè, è un fenomeno trasversale e abbastanza complesso da affrontare - dice Angela Cannavale -. In questo campo i sociologi sicuramente hanno più titolo di me a parlare. Molte volte penso ci sia un disagio comportamentale, dovuto alla eccessiva velocità con cui il mondo sta cambiando. Molto spesso secondo me il cervello fa fatica a mantenere un livello di equilibrio e stabilità, che è poi la cosa fondamentale, e questo si riflette sul comportamento. Siamo tutti costantemente alla ricerca di un equilibrio che non sempre riusciamo a manifestare».
Alla domanda se preferisce questore o questora, Cannavale spiega: «per me è indifferente. Questora mi sembra un po' cacofonico. I sociologi dicono che anche la parola è importante per il cambiamento, ma io forse appartengo a una generazione in cui si usava riferirsi alla funzione».
Marco Camilli




