La Giunta regionale della Valle d'Aosta ha approvato la campagna di vaccinazione negli allevamenti per prevenire la diffusione della malattia contagiosa

Si è svolto questa settimana un incontro operativo con i veterinari che saranno coinvolti nella campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina autorizzata dalla Giunta regionale della Valle d'Aosta per prevenire la diffusione della malattia tra gli allevamenti valdostani.
"Sono attese nei prossimi giorni 35.000 dosi di vaccino", annunciano l'assessorato regionale alla sanità e l'azienda Usl.
Il vaccino che sarà somministrato ai bovini "è a virus vivo attenuato, una tecnologia consolidata e sicura, utilizzata da oltre cinquant’anni. Non vengono utilizzati vaccini a mRNA", chiarisce la veterinaria regionale Enrica Muraro. "È importante ribadire che il vaccino non provoca la malattia e non è all’origine dei focolai. Inoltre, anche se il ceppo vaccinale è distinto dal virus naturale responsabile dei recenti focolai francesi di Dermatite Nodulare Bovina, trattandosi di un virus ad unico sierotipo, il sistema immunitario degli animali vaccinati è in grado di riconoscere e neutralizzare il virus circolante. Il vaccino utilizzato è quindi efficace anche contro i ceppi attualmente diffusi, come dimostrato dall’esperienza maturata in numerosi Paesi europei".
Muraro assicura inoltre che "per i consumatori non esiste alcun rischio: il vaccino non altera la sicurezza alimentare né la qualità dei prodotti di origine bovina: carne e latte provenienti da animali vaccinati sono assolutamente sicuri".
Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, sarà la Struttura Sanità animale a contattare direttamente gli allevatori per concordare date e modalità di somministrazione. La mancata vaccinazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a 20mila euro, l'impossibilità di spostare gli animali non vaccinati e la perdita del diritto a specifici indennizzi.
Elena Giovinazzo




