Spi Cgil e associazione invitano Regione e Comuni a riconsiderare la gestione dei servizi pubblici digitali e salvaguardare i diritti costituzionali
Spi Cgil e Federconsumatori Valle d'Aosta lanciano un appello alla Regione e agli altri enti pubblici per "riconsiderare l’attuale gestione dei servizi pubblici digitali" per il forte rischio di esclusione della popolazione anziana.
In Valle d'Aosta, osservano sindacato e associazione, oltre un quarto dei residenti ha più di 65 anni. Si tratta di circa 31.700 persone. Secondo i dati nazionali, solo il 19,3% delle persone nella fascia di età dai 65 ai 74 anni possiede competenze digitali di base. Per gli altri, accedere ai sempre più numerosi servizi digitali della P.A. diventa problematico.
"La transizione digitale della Pubblica Amministrazione - dicono Spi Cgil e Federconsumatori - sta trasformando un diritto di cittadinanza in un percorso a ostacoli. L'obbligo sistematico di SPID, CIE e smartphone per accedere a servizi essenziali sta creando una frattura sociale profonda: da un lato i cittadini digitalizzati e autonomi, dall’altro milioni di anziani di fatto esclusi. L’accesso ai propri dati e ai servizi pubblici è un diritto costituzionale: la dignità della persona anziana non può essere sacrificata sull’altare della burocrazia telematica".
Associazione e sindacato sottolineano la necessità di accompagnare il percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione con misure concrete, a partire dal mantenimento degli sportelli fisici aperti in orari adeguati e dall'attivazione di canali alternativi (prenotazioni telefoniche, pagamenti allo sportello, modulistica cartacea). E poi percorsi di alfabetizzazione digitale proposti in maniera capillare sul territorio, servizi digitali facili da utilizzare e accessibili e l'istituzione di un Garante per l'inclusione digitale che, anche a livello regionale, si occupi di prevenire il divario digitale.
E.G.




