Il Tribunale di Torino modifica il decreto del 19 maggio collegato alle indagini sul riciclaggio. La Casinò Spa: adottati provvedimenti correttivi

Gli amministratori giudiziari del Casinò di Saint-Vincent potranno da ora in poi agire "limitatamente all'attività tipica di casa da gioco e ai processi aziendali a essa direttamente connessi". Lo ha stabilito la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino modificando il decreto di amministrazione giudiziaria della società emesso lo scorso 19 maggio e collegato all'inchiesta sul riciclaggio nella casa da gioco.
Nel momento in cui era stato emesso il decreto, i giudici avevano rilevato delle lacune nel modo in cui la società applicava le misure antiriciclaggio. A due mesi dall'avvio dell'amministrazione giudiziaria invece "la società è risultata 'ben conscia delle criticità organizzative e gestionali interne' e aveva già adottato, in autonomia, una serie di provvedimenti correttivi", spiega la Casinò de la Vallée. Da qui il via libera dei giudici torinesi alla richiesta di rimodulare il decreto del 19 maggio, dando piena gestione agli organi sociali.
I "provvedimenti correttivi" indicati dalla Casinò Spa comprendono l'interruzione del rapporto di lavoro con i due dipendenti "infedeli" coinvolti nell'inchiesta e con un porteur indagato, la chiusura della "cassa 44" indicata nelle carte dell'indagine, la revisione del modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa e la sostituzione della governance: non più un amministratore unico bensì un consiglio di amministrazione.
La Casinò de la Vallée "ribadisce che la propria struttura non è e non intende essere un luogo di malaffare. Le condotte individuali oggetto di accertamento – la cui eventuale rilevanza sarà valutata esclusivamente nelle sedi competenti e nel rispetto della presunzione di innocenza – non rappresentano né l’identità né la cultura professionale di questa azienda, e sono state per prime respinte da chi in questa azienda lavora".
M.C.



