'Amico della Valle d'Aosta' dal 2014, il fondatore della Comunità monastica di Bose è mancato a 83 anni

«Enzo Bianchi ha rappresentato una voce autorevole e originale nel panorama culturale e spirituale del nostro Paese, capace di parlare a credenti e non credenti e di fare del dialogo, dell'ascolto e dell'incontro tra le persone una cifra costante del proprio impegno». Lo afferma il presidente della Regione Renzo Testolin in una nota di cordoglio dell'intera Giunta regionale per la scomparsa, oggi, dell'ottantatreenne fondatore della Comunità monastica di Bose e della Fraternità della Madia.
« La Valle d’Aosta - ricorda Testolin - ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ospitarlo in uno dei luoghi più simbolici del suo patrimonio, il Forte di Bard, che grazie anche alla sua presenza è diventato per anni un laboratorio di idee, di confronto e di apertura al mondo».
Nel 2014 la Regione gli aveva conferito l’onorificenza di Amis de la Vallée d’Aoste, riconoscendo il particolare rapporto che aveva saputo instaurare con il territorio e con la comunità valdostana. Per diversi anni aveva presieduto e animato I Colloqui del Forte.
«Bianchi – si legge ancora nella nota - aveva riconosciuto nella montagna, nella pietra del Forte, nel cielo che sovrasta la Valle e nella bellezza del nostro paesaggio non soltanto degli elementi naturali, ma anche una dimensione capace di parlare all’uomo e di accompagnarlo nella ricerca di umanità, armonia e fraternità. Il conferimento dell’onorificenza di Amis de la Vallée d’Aoste aveva voluto riconoscere proprio questo legame speciale. Oggi, nel momento della sua scomparsa, la Valle d’Aosta lo ricorda con gratitudine e con affetto, consapevole di aver incontrato una personalità capace di lasciare una traccia importante anche nella nostra comunità».
M.C.
