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Mobili di pregio "scomparsi": la Procura di Aosta indaga

Stefano FerreroAOSTA. La Procura di Aosta ha aperto una indagine sulla possibile sparizione di alcuni mobili di pregio costati più di 100 milioni di lire e destinati ad arredare la vecchia sede dell'Espace Vallée d'Aoste di Parigi. Gli accertamenti sono iniziati dopo una segnalazione del consigliere regionale Stefano Ferrero (Mouv') che ieri ha anche presentato in Consiglio Valle una interpellanza.

Il consigliere regionale del Mouv' ha definito la vicenda una «spy story alla valdostana». «Anni fa - ha detto ricostruendo l'accaduto in aula - vengono acquistati per 108 milioni delle vecchie lire dei mobili di pregio da un artigiano valdostano che vengono poi inseriti nella vecchia sede dell'Espace Vallée d'Aoste a Parigi. Tutta roba in noce, di valore». Le tracce del mobilio, che risulta di proprietà dell'Associazione Forte di Bard, si perdono quando l'"ambasciata" valdostana nella capitale francese cambia sede.

Come ha spiegato ancora Ferrero, di fronte alle richieste di informazioni «inizia l'imbarazzo da parte di Finaosta e dell'Associazione Forte di Bard perché non si riesce più a capire dove sono andati a finire» quei mobili. Mancano informazioni precise sia sulla loro attuale ubicazione («un fantomatico magazzino a Pollein di cui non esiste un contratto di affitto») sia sulle modalità di trasporto («mi è stato detto che le bolle di trasporto non esistevano e che la società di trasporto non si sapeva quale fosse»).

In risposta all'interpellanza il presidente della Regione Antonio Fosson ha spiegato che una parte del mobilio è stato trovato pochi giorni fa in un magazzino di Arnad. «Abbiamo chiesto a Finaosta il 27 marzo con una nostra lettera di effettuare tutti gli approfondimenti possibili con la collaborazione dell'Associazione Forte di Bard per fare maggiore chiarezza sulla situazione», ha aggiunto.

Secondo Fosson la questione è legata più che altro ad un «problema di cattiva organizzazione». Inoltre la vicenda «risale a molti anni fa, al 2009 - 2010. Ad oggi possiamo dire che, per quanto possibile ricostruire, il mobilio non era più utilizzabile nella nuova sede di Parigi acquisita nel 2009 ed avrebbe dovuto essere reimpiegato nella sede della società Finbard, che però è stata messa in liquidazione nel 2011. Questo .- ha sottolineato infine Fosson - potrebbe spiegare perché non vi è un'attribuzione formale all'Associazione Forte di Bard».

 

 

 

Clara Rossi

 



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