Geenna, i testimoni dell'accusa: da Raso nessuna minaccia

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Ripreso ad Aosta il processo sulla 'ndrangheta. Respinta una eccezione delle difese sulle intercettazioni

 

Tribunale di AostaAOSTA. Nuova udienza del processo Geenna oggi in tribunale ad Aosta. In aula sono stati ascoltati alcuni testimoni dell'accusa tra cui un ristoratore che, stando alle intercettazioni, sarebbe stato minacciato da Antonio Raso nel luglio 2015 e invitato a far entrare nel suo locale un uomo "di fiducia" nonché di Antonio Oliverio, assassinato nel 1991 a San Giorgio Morgeto, e del fratello Santo Oliverio, ritenuto uno degli esponenti del locale di 'ndrangheta di Aosta tra gli anni '90 e 2000.

Il ristoratore ha però più volte ribadito che Raso "non mi minacciò" aggiungendo che il fatto contestato è "una cavolata: succede tutt'ora che persone mi chiamino per far entrare qualcuno".

Anche altri testimoni chiamati dall'accusa hanno affermato di non aver ricevuto imposizioni per affidare a persone "amiche" alcuni lavori da eseguire per la Sitrasb (la società che gestisce il traforo del Gran San Bernardo). Una segretaria di Sitrasb ha riferito invece di una telefonata ricevuta da Raso per chiedere un appuntamento con l'allora presidente della società, Omar Vittone. 

Le intercettazioni
Nel corso dell'udienza di oggi il giudice ha respinto un'eccezione delle difese sulla trascrizioni dei dialoghi intercettati che ad oggi risultano non ancora disponibili poiché la perizia non è ancora conclusa. Secondo la difesa "la perizia è fondamentale", il presidente del tribunale Eugenio Gramola ha respinto l'eccezione per non allungare i tempi del processo. Le persone intercettate potrebbero a questo punto essere convocati come testimoni.

 

Marco Camilli

 

 

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