Fosson e Baccega assolti dalla Corte dei Conti per il caso dell'ex direttore dell'Usl

La procura chiedeva un risarcimento di 121.900 euro, ma per i giudici non vi è stata una condotta gravemente colposa

 

Antonio Fosson e Mauro Baccega

Sul caso dell'ex direttore generale dell'Usl Valle d'Aosta Rubbo è «da escludere una condotta gravemente colposa» dell'ex presidente della Regione Antonio Fosson e dell'ex assessore regionale alla Sanità, Mauro Baccega. Lo scrivono i giudici della Sezione Giurisdizionale per la Regione Valle d'Aosta della Corte dei Conti nella sentenza respinge la richiesta della Procura regionale contabile di condannare i due politici risarcire la Regione per 121.900 euro.

La sentenza fa riferimento alla complicata vicenda della nomina del direttore generale dell'Usl. La nomina di Igor Rubbo alla guida dell'azienda sanitaria valdostana da parte della Giunta regionale, nel 2017, fu prima annullata dal Tar di Aosta, ma poi confermata dal Consiglio di Stato con l'indicazione di reintegrare Rubbo. Nel tempo intercorso tra le due sentenze tuttavia all'Usl era stato già assegnato un nuovo direttore generale. Non potendo tornare a ricoprire l'incarico, Rubbo ottenne un risarcimento di oltre 179mila euro.

La procura della Corte dei Conti contestava la «colpa gravissima» in capo all'allora assessore alla sanità Baccega e all'allora presidente della Regione Fosson per la gestione della vicenda. Tuttavia i giudici hanno assolto entrambi spiegando che gli ex componenti del governo regionale si erano limitati a procedere come indicato dall'avvocatura regionale in una materia particolarmente complessa.

«Secondo la Procura - si legge nella sentenza -, in estrema sintesi, la colpa dei convenuti consisterebbe nella mancata attivazione delle iniziative necessarie al ripristino dello status quo in favore del dr. Rubbo. Tale affermazione, in punto diritto, è assolutamente condivisibile ma non lo è il passaggio successivo volto all’individuazione dei responsabili negli odierni convenuti». Il Collegio osserva che tale situazione «non è addebitabile a colpa grave degli odierni convenuti i quali si sono limitati, in una materia comunque giuridicamente complessa, a seguire le indicazioni dell’Avvocatura interna».

«In presenza di una materia che poteva presentare aspetti richiedenti una competenza strettamente giuridica, e di fronte all’assunzione di piena responsabilità nella gestione della vicenda da parte dell’avv.to Riccardo Jans (avvalorato dal parere legale richiesto a studio esterno), l’affidamento dei convenuti all'operato del proprio avvocato sia stato ragionevole e certamente tale da escludere una condotta gravemente colposa», conclude il Collegio.

 

 

M.C.

 

 

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