Il Tribunale di Aosta infligge 7 anni e 6 mesi all'uomo rimasto unico imputato dopo il suicidio della moglie

Sette anni e sei mesi di carcere per aver abusato sessualmente del proprietario di casa: questa la sentenza dei giudici del Tribunale di Aosta nei confronti di un siciliano di 59 anni che aveva preso in affitto un appartamento a Cogne.
Il processo conclusosi con la condanna di oggi, riconoscendo le attenuanti generiche, nasce da una denuncia presentata dal pensionato di Cogne. Ai carabinieri l'uomo ha affermato di essere vittima di ripetuti episodi di violenza - registrati su telecamera - e di ricatti e minacce. Fatti che si sarebbero protratti per mesi tra il 2023 e il 2024. Nella sua ricostruzione messa a verbale, poi oggetto di indagine, il pensionato aveva fatto i nomi dei suoi aguzzini: la coppia che viveva in affitto in un suo appartamento, ovvero l'imputato è stato riconosciuto colpevole e la moglie suicidatasi successivamente in carcere.
Gli accusati si erano difesi affermando che i rapporti erano consensuali.
«Mandiamo in galera un uomo schizofrenico», ha affermato in aula il legale difensore prima della sentenza, «vittima delle sue stesse patologie e della moglie».
Per l'imputato la procura aveva chiesto la condanna a undici anni.
Marco Camilli




