Pirogassificatore, il Tar della Valle d'Aosta conferma la validità dell'appalto

 

"30 giorni per concludere la procedura". La Regione lavora al ricorso al Consiglio di Stato

pirogassificatoreAOSTA. L'appalto per la costruzione del pirogassificatore è valido e la delibera di revoca approvata un anno fa della Giunta regionale, così come tutti i successivi atti di indirizzo di gestione dei rifiuti conseguenza del referendum anti pirogas del 2012, sono annullati. Così si è espresso il Tar della Valle d'Aosta dando ragione al ricorso presentato dalle imprese che si erano aggiudicate in via provvisoria l'appalto da 200 milioni (capofila Noy Ambiente Spa) (qui la sentenza integrale)

I giudici amministrativi nella sentenza riportano il "principio dell'autosufficienza su base regionale dello smaltimento dei rifiuti urbani" e sottolineano che "lo smaltimento "a freddo" pur asseritamente incrementando la raccolta differenziata non garantisce, invece, pacificamente, l'autosufficienza, poiché residuano rifiuti da inviare al di fuori della Regione (dato che è confermato dallo stesso adempimento regionale...)".

La sentenza ricorda anche la bocciatura da parte della Corte costituzionale del provvedimento che aveva introdotto il divieto di impianti "a caldo" sul territorio, dichiarato illegittimo in quanto "preclude allo Stato". Per il Tar le delibere oggetto del ricorso costituiscono "una riproduzione in via amministrativa della norma espunta per illegittimità costituzionale, in quanto introducono (la delibera consiliare come atto di indirizzo e la determina di giunta come provvedimento attuativo) un generalizzato divieto di impianti “a caldo” sul territorio regionale".

La Regione ha tempo 30 giorni dalla comunicazione della sentenza, depositata oggi, per "concludere la procedura", ma da piazza Deffeyes è già stato annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Si punta a chiedere una sospensiva su cui il Consiglio dovrebbe pronunciarsi prima dei 30 giorni.

 

redazione

 

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