L'emergenza Coronavirus nei Comuni valdostani raccontata dai sindaci / parte 5

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Parlano i sindaci di Verrès, Rhêmes-Notre-Dame, Saint-Nicolas, Pontey, Ayas, Verrayes, Villeneuve, Saint-Oyen

 

Verrès

AOSTA. Come vivono i singoli Comuni della Valle d'Aosta la situazione di emergenza Coronavirus? Lo abbiamo chiesto direttamente ai sindaci facendoci raccontare come le comunità locali hanno reagito alle restrizioni sulle libertà di movimento e qual è la situazione nei diversi territori.

Alessandro Giovenzi, sindaco di Verrès. «Una buona parte degli abitanti sta rispettando le regole, hanno accolto con responsabilità il messaggio e rimangono a casa. La situazione al momento è sotto controllo. Nel territorio si rilevano pochi casi positivi, quindi cerchiamo di infondere un po’ di tranquillità. Dall’inizio dell’emergenza la protezione civile si è resa disponibile a consegnare i medicinali, la spesa e altre esigenze che nascono nella quotidianità, mentre il gruppo dei volontari dei vigili del fuoco di Verres si sta mobilitando in tutto il comune a sanificare le zone strategicamente più esposte al propagarsi del virus. Un plauso va a tutte le associazioni che si rendono disponibili come ad esempio gli alpini, e i paracadutisti. Non mancano i privati cittadini che si rendono utili confezionando materiale sanitario per la comunità. Viviamo questo momento in famiglia per ritrovare la serenità e per rafforzare i legami con i figli. Invito tutti ad approfittare del momento per ricaricare le batterie, così da poter uscire ,appena ce lo concederanno, con la giusta energia per far ripartire l’economia».

A Rhêmes-Notre-Dame con il sindaco Corrado Oreiller e la vice sindaco Rita Berard. «A Rhemes-Notre-Dame si trovano al momento una cinquantina di residenti e una quarantina di ospiti che hanno scelto di trascorrere l’inverno presso le seconde case, quindi si parla di una piccola comunità che rispetta le regole, esce solo per necessità. Abbiamo un negozio di alimentari che offre la consegna a domicilio della spesa a tutti i clienti. Siamo talmente in pochi che tutti vigilano su tutti. Restiamo in continuo contatto per mezzo dei social con gli abitanti per tenerli sempre aggiornati e raccomandiamo sempre a tutti di seguire le indicazioni che trasmettiamo. La comunità di Rhemes può ritenersi più fortunata perché può ancora, nel rispetto delle regole, fare pochi passi se non altro nel proprio giardino, pertanto si invita gli abitanti ad essere responsabili come hanno fatto fino ad oggi con la speranza di uscire al più presto dall’emergenza».

La situazione di Saint-Nicolas con il sindaco Davide Sapinet. «la popolazione sta reagendo abbastanza bene. Anche i proprietari delle seconde case, presenze gradite perché partecipano all’economia del paese, hanno capito il messaggio di stare a casa. In paese, dopo un’inizio dove ancora si intravedevano pendolari del fine settimana, uscite le ultime restrizioni più severe la situazione si è stabilizzata e adesso tutti sono disciplinati. Come gli altri comuni anche a Saint Nicolas è stato attivato un servizio di supporto solidale con l’ausilio dei volontari locali che seguono le direttive della Protezione Civile. In una piccola comunità come la mia, la solidarietà si fa più tangibile, ne ho avuto la prova quando recentemente ho chiesto la collaborazione per la consegna dei farmaci e della spesa e nel giro di pochi minuti si sono rese disponibili una ventina di persone tra il gruppo alpini di Saint-Nicolas e i vigili del fuoco volontari. Mi accodo a tutti i miei colleghi sindaci e invito la popolazione a restare a casa e ad uscire solo in caso di necessità. Un augurio va al popolo valdostano che tante volte coeso è riuscito a superare le difficoltà».

Il sindaco Alex Brunod ad Ayas. «A parte i primi giorni in cui alcune persone non avevano compreso la gravità del momento, tutti hanno capito. Il clima è surreale, ma per il bene della comunità i cittadini devono rispettare le restrizioni».

Rudy Tillier per Pontey. «Rispetto agli altri comuni valdostani, noi abitanti di Pontey stiamo viaggiando su un binario parallelo, mi auguro però che tutti insieme si giunga ad un unica destinazione, cioè alla risoluzione della guerra sanitaria. I miei cittadini hanno ulteriori restrizioni rispetto ad altri che possono ancora spostarsi per andare a fare la spesa, invece noi in paese dobbiamo farci consegnare le derrate alimentari a domicilio . Una forte preoccupazione rimane per tutti coloro che hanno delle attività e dei lavori sospesi, le deroghe sono ancora più severe in una zona rossa, sicuramente la salute rimane prioritaria ma non si può trascurare anche il lato economico che avrà delle ripercussioni non trascurabili. Come amministrazione, noi abbiamo dovuto farci garanti dei cittadini e anticipare i costi ai fornitori dei generi alimentari e dei medicinali perché non è permesso lo scambio di denaro, in seguito chiederemo il rimborso studiando un piano di rientro rateizzato senza gravare ulteriormente una situazione già abbastanza critica di alcune famiglie. Invito tutti a pazientare, a seguire tutte le indicazioni che ci hanno impartito per uscire al più presto dall’isolamento. Un ricordo va alle persone decedute e un abbraccio forte a coloro che vivono situazioni critiche. Invito tutti a stare uniti e vicini moralmente alle famiglie in isolamento e alle persone più deboli».

A Verrayes parla il sindaco Vanda Chapellu. «La popolazione di Verrayes ha risposto bene alle varie ordinanze, ha capito la gravità del momento e, poiché viviamo in una realtà rurale, tra le attività concesse c’è quella agricola, quindi tra gli autorizzati ad uscire ci sono anche gli agricoltori e gli allevatori. Mi ha fatto molto piacere la disponibilità offerta all’amministrazione sia dai singoli cittadini che dalle associazioni di volontariato del territorio, in questo momento così difficile. Sentire la solidarietà di tante persone è sempre molto gratificante. Chiedo ancora una volta con forza di rispettare tutte le ordinanze perché è l’unico modo per poter uscire da questa situazione, uno sforzo che bisogna fare per tutti coloro che adesso sono in prima linea».

Bruno Evaristo Jocallaz sulla situazione di Villeneuve. «Sono mesi che la popolazione di Villeneuve vive una situazione di isolamento a causa di una frana che ha bloccato la viabilità di una parte del territorio. Purtroppo la pandemia ha aggravato una situazione già precaria alla quale la gente, stanca e preoccupata, sta rispondendo in maniera abbastanza responsabile. In questi ultimi mesi le famiglie isolate si sono supportate tra loro per tutte le necessità. Prossimamente anche noi fruiremo del servizio di raccolta rifiuti da parte dei vigili del fuoco volontari per il normale svolgimento della differenziata. Esorto gli abitanti di Villeneuve a restare a casa così quanto prima gli altri cittadini evacuati potranno ritornare nelle loro abitazioni».

La situazione a Saint-Oyen con il sindaco Natalino Proment. «La gente sta rispondendo abbastanza bene alle restrizioni, rispetto ad altre situazioni possiamo ritenerci fortunati perché abbiamo il privilegio di vivere nel verde e anche uscendo sull’uscio di casa godiamo di una vista invidiabile. La solidarietà è diffusa tra le famiglie, alcune si offrono disponibili a prestare servizi ad altre che in questo periodo non possono muoversi da casa. Invito tutti a non uscire e a tenere duro».

 

Clara Rossi

 

 

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