Ritrovamento archeologico ad Ayas, associazione Ripartire dalle Cime Bianche: serve un progetto di valorizzazione

Nell'area rinvenuti residui di lavorazione della pietra ollare del XII secolo

 

reperti

AYAS. L'intera zona dell'alta Val d'Ayas dovrebbero essere oggetto di un'ampia indagine archeologica. Lo afferma l'associazione Ripartire dalle Cime Bianche commentando un importante ritrovamento avvenuto recentemente a Saint Jacques, in località Les Fusines.

Lo scorso mese di maggio, durante i lavori di scavo per un acquedotto privato, nel terreno sono stati scoperti semilavorati e residui di lavorazione della pietra ollare che confermano la presenza di laboratori di tornitura risalenti al XII secolo e rendono sempre più plausibile la presenza di un antico sito di lavorazione ritenuto tra i più importanti dell'arco alpino. Lo scavo è stato documentato e poi chiuso per salvaguardare i ritrovamenti.

"Questo immenso patrimonio culturale, storico, antropologico e archeologico, saccheggio a parte, non è mai stato oggetto di mappatura, rilevamento, prospezioni, studi, catalogazione, fruizione", sottolinea l'associazione. Nel 2019 una delibera della Giunta regionale aveva approvato un'attività di indagine archeologica e di catalogazione, ma in mancanza di finanziamenti nulla è stato fatto. 

"Nel corso dell'iter di esame della recente legge 8/2020, sottoposta a importanti modifiche rispetto al testo depositato dalla Giunta regionale e nonostante la questione fosse emersa, non si è ritenuto di destinare una somma modesta (dell'ordine di 100.000 euro) per mettere in sicurezza lo scavo e realizzare una prospezione", evidenzia ancora l'associazione. Servono "finanziamenti adeguati", conclude Ripartire dalle Bime Bianche, per un progetto che "può avere importanti e durature ricadute per l'economia turistica dell'intera Val d'Ayas".

 

Clara Rossi

 

 

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