Aosta, dall'1 luglio nuovo accordo sulle locazioni a canone concordato

Il sindaco Rocco: «una prima risposta all'emergenza abitativa di Aosta, calmierando i canoni a tutela di famiglie e popolazione studentesca» 

Affittasi

Il 1° luglio entrerà in vigore il nuovo accordo territoriale sui contratti di locazione a canone concordato del Comune di Aosta. Lo scopo dichiarato dell'intesa è mettere sul mercato immobili attualmente sfitti, calmierare il mercato stesso e regolarizzare situazioni sommerse. 

Il documento firmato il 27 maggio mette d'accordo le organizzazioni dei proprietari immobiliari (Uppi e Confedilizia) e i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet, Savt-Casa e Uniat) e costituisce il nuovo riferimento per la locazione a canone concordato sul territorio del capoluogo valdostano.

L'intesa disciplina le principali tipologie di contratti applicabili (il 3+2, il transitorio e il contratto per studenti universitari), le zone omogenee del territorio, i valori minimi e massimi del canone, i criteri per il calcolo della superficie. 

L'applicazione del canone concordato apre inoltre le porte a riduzioni su Imu e imposta di registro, alla cedolare secca agevolata e ad altre agevolazioni fiscali e, per quanto riguarda gli inquilini, consente di accedere a specifiche detrazioni fiscali.

«Questo nuovo Accordo Territoriale costituisce uno strumento amministrativo e sociale indispensabile per governare e dare equilibrio al mercato delle locazioni nella nostra città», ha dichiarato il sindaco Raffaele Rocco durante la presentazione dell'accordo. «Offriamo una prima risposta concreta all'emergenza abitativa di Aosta, calmierando i canoni a tutela delle famiglie e della nostra popolazione studentesca».

L'Uppi ritiene che l'intesa possa servire a «disincentivare le locazioni brevi e incentivare quella residenziale, transitoria o universitaria», come affermato dal presidente dell'unione valdostana Jean Claude Mochet. «Siamo convinti che permetterà di trovare più alloggi per i residenti, per i giovani e per le giovani coppie, incentivando la messa sul mercato di numerosi immobili attualmente non locati. L’obiettivo principale è trovare più alloggi per gli aostani, che oggi rappresenta la preoccupazione maggiore».

Sul valore operativo dell’intesa si è soffermato anche Salvatore Barilaro del Sunia: «Esistono contratti che non sono firmati da nessuna delle organizzazioni qui presenti e che quindi non offrono garanzie reali. Dalla prima versione dell’Accordo territoriale a oggi il mercato delle locazioni è cambiato profondamente, a partire dal tema degli affitti universitari. Mettiamo a disposizione uno strumento conforme alla legge, che rispetta criteri chiari e in grado di dare una risposta concreta anche al tema degli affitti».

 


M.C.

 

 

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