Confezioni più piccole e prezzi più alti: dal 15 luglio misure anti shrinkflation

Federconsumatori: rincari occulti più pesanti per detergenti per la casa, bibite, cereali e passata di pomodoro

 

Il 15 luglio entrerà in vigore una norma anti-shrinkflation prevista dal DDL Concorrenza. Si tratta di una misura per informare i consumatori su una pratica ormai diffusissima nel commercio: quello di vendere a prezzo uguale, se non persino superiore, quantità di prodotto ridotte rispetto al contenuto di confezioni vendute in precedenza.

Conosciuta anche come riduflazione, Federconsumatori considera questa pratica "una sorta di inflazione nascosta, che i cittadini pagano di tasca propria, spesso con l’aggravante di sentirsi beffati: il consumatore ricorda il prezzo del prodotto, ma raramente l’esatta grammatura, e tenere d’occhio l’aumento del prezzo al chilo è difficile anche per i più attenti".

L'Osservatorio nazionale dell'associazione effettua un monitoraggio sulla shrinkflation. Secondo i risultati dell'analisi, i rincari occulti più pesanti si concentrano sui detergenti per la casa: l’ammorbidente perde il 12,50% di prodotto e segna un aumento di prezzo del +78,85%, mentre il detersivo per piatti cala in quantità del 5,56% con un prezzo maggiore del +50,31%. Il bagnoschiuma registra un calo di quantità del -16,67%, a fronte di un prezzo in crescita del +26,85%. Tra gli alimenti: la bibita gassata è più piccola del 10%, ma il costo aumenta del +7,50%, la birra si restringe del -6,06%, ma il prezzo cresce del +20,16%, i cereali per la colazione sono più leggeri del 15,07%, ma il prezzo cresce leggermente del +2,99%. La passata di pomodoro si riduce solo dell'1,43%, ma il prezzo aumenta del +16,81%. Infine lo yogurt mantiene lo stesso prezzo in confezione, ma in realtà costa di più: la grammatura cala dell’11,76% e il prezzo al chilo sale da 9,35 a 10,60 euro.

Nemmeno i gelati, molto richiesti nel periodo estivo, sono esclusi da questa pratica. Il gelato su stecco si è ridotto, dal 2022, del 16,67% (da 120 a 100 ml), ma il prezzo è aumentato 14%. Il gelato in cono, invece, si è rimpicciolito dell’8%, mentre il prezzo è cresciuto del 15%, spiega Federconsumatori. Il ghiacciolo si riduce in quantità dell’8,57%, ma il prezzo rimane invariato. (Prezzi e quantità si riferiscono ai gelati venduti presso bar e alimentari confezionati singolarmente). I dati dimostrano come il gelato si è fatto più piccolo, ma a sciogliersi, a fine estate, sarà soprattutto il potere d’acquisto delle famiglie.

La norma anti-shrinkflation che entrerà in vigore a metà del mese prossimo dispone che i consumatori siano messi a conoscenza del rimpicciolimento della confezione. I produttori dovranno darne comunicazioni ai dettaglianti e questi ultimi dovranno veicolare l'informazione a chi acquista il prodotto nel punto vendita o anche sui canali di vendita on line. L’obbligo si applica per un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui il prodotto è messo in vendita nella sua quantità ridotta.

L'obbligo di informazione non riguarda invece gli aumenti dei prezzi al litro o al chilo.




M.C.

 

 

Articoli più letti su Aostaoggi.it

 -  STRUMENTI

Privacy Policy

Cookie Policy

 

 

Società editrice: Italiashop.net di Camilli Marco
registrata al Tribunale di Aosta N° 01/05 del 21 Gennaio 2005
P.IVA 01000080075