Aosta, il 22 marzo prelievi gratuiti dalle Case dell'Acqua

In occasione della Giornata mondiale dell'Acqua il Comune pubblica il rapporto 2021 sulla qualità dell'acqua in città

 

casa dell'acqua

L'acqua di Aosta è buona e anzi «possiede caratteristiche ottime che la rendono una delle migliori in Italia». Lo si legge nel rapporto 2021 sulla qualità dell'acqua che il Comune di Aosta pubblica in vista della Giornata mondiale del 22 marzo.

Gli indicatori di inquinamento sono ampiamente sotto i limiti di legge, bassa presenza di residuo fisso (a livello di acque oligominerali), temperatura ottimale e concentrazioni di metallo pesante molto inferiori al tetto massimo consentito dalla normativa, spiega il rapporto. L'acqua che esce dai rubinetti delle utenze quindi è buona che può sostituire quella in bottiglia.

Prelievo gratuito dalle case dell'acqua

In occasione del 22 marzo il Comune ha deciso di rendere gratuita l'erogazione dalle tre "Case dell'acqua" di Aosta che utilizzano acqua refrigerata dell'acquedotto comunale, anche frizzante, al costo di 5 centesimi di Euro al litro. 

Secondo le stime dell'amministrazione comunale, nel 2021 queste tre strutture hanno erogato oltre 391mila litri di acqua e consentito di risparmiare di 261mila bottiglie in plastica, con ricadute positive per l'ambiente in termini di materiali da imballaggio non utilizzati e inquinamento da trasporto.

Acquedotto da ampliare

«Al netto dei miglioramenti che sono sempre possibili, con particolare riferimento alla dispersione idrica causata dalle perdite dell’acquedotto in alcuni tratti vetusti, il servizio erogato dal Comune non può che essere giudicato positivamente sia in termini di qualità dell’acqua sia quanto alla capacità di intervento e di investimento nello sviluppo della rete», afferma l'assessore comunale alle gestione del territorio, Corrado Cometto.

L'esponente della giunta comunale annuncia una espansione della rete esistente. «Vi sono ancora alcuni abitati in collina non ancora serviti dall’acquedotto comunale, e per i quali l’obiettivo, quale forma di equità sociale, non può che essere di collegarli alla rete», dice.

 

 

Clara Rossi

 

 

 

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