Il sindacato: risparmio sulla pelle dei lavoratori. Il Comune ribatte: la scelta è temporanea
Diventa un caso la delibera adottata dalla Giunta comunale di Aosta per esternalizzare il servizio di ufficio stampa del Comune.
Il sindacato dei giornalisti Asva esprime «preoccupazione» perché la situazione «potrebbe riprodursi a breve anche in altri contesti istituzionali».
«Per l’ennesima volta - accusa -, dopo un confronto durato anni e un risultato portato a casa con grande impegno e fatica, il lavoro giornalistico è svilito e sottovalutato, in nome di presunte “difficoltà interpretative” e di un possibile "risparmio", sempre sulla pelle dei lavoratori».
«Nei contatti informali con l’amministrazione comunale» l'Asva spiega di aver «sempre evidenziato che, sulla base della legge regionale 22 del 2010 e della 8 del 2021, il reclutamento del personale giornalistico negli uffici stampa del comparto unico debba avvenire tramite mobilità interna o concorso: la seconda è la strada da sempre auspicata dal sindacato perché è un’opportunità occupazionale interessante, aperta in maniera trasparente a tutta la categoria».
La questione è approdata in Consiglio comunale con una interpellanza della capogruppo della Lega Sylvie Spirli e anche AVS interviene esprimendo solidarietà e accusando la Giunta del capoluogo di «appellarsi alla legge statale 150/2000 per aggirare le norme regionali sul comparto unico» dando così vita ad un «precedente allarmante».
La vicesindaca Valeria Fadda, con delega alla comunicazione istituzionale, ribatte che il principio delle procedura concorsuale o della mobilità «non è mai stato messo in discussione» e, anzi, «resta il riferimento imprescindibile per una soluzione strutturale e stabile». La delibera contestata è «una scelta temporanea e transitoria, dettata dall’urgenza di non interrompere una funzione strategica».
«La complessità e il volume dell’attività comunicativa del Comune di Aosta - aggiunge - rendono necessaria la presenza di due figure professionali dedicate, in grado di assicurare adeguata copertura informativa, continuità del servizio e qualità del lavoro svolto. Questo obiettivo resta fermo e rappresenta l’orizzonte verso cui orientare le prossime scelte organizzative».
Elena Giovinazzo



