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Sì del gip alle perizie sui bilanci del Casinò di Saint-Vincent

  • Pubblicato: Giovedì, 07 Novembre 2019 15:33
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Sì del gip alle perizie sui bilanci del Casinò di Saint-Vincent

AOSTA. Il gip di Aosta ha accolto la richiesta della Procura di effettuare una perizia sugli ultimi bilanci della Casinò de la Vallée. I tre consulenti che se ne occuperanno saranno incaricati il prossimo 27 novembre.

La perizia riguarda i bilanci dal 2011 al 2017 e fa parte dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta sulla gestione della società della casa da gioco di Saint-Vincent. I consulenti dovranno analizzare la documentazione contabile e rispondere a sei quesiti: se nei bilanci dal 2011 al 2015 "vi siano profili di falsità" in "materia di imposte anticipate, anche alla luce del principio di continuità relativamente a quanto dichiarato nel bilancio 2008 e, nel caso, in quale misura abbiano alterato il risultato di esercizio"; "se sussistano altri profili di falsità, in particolare con riguardo alla valutazione degli immobili o ad altre poste di bilancio"; "se nei bilanci di Cava spa relativi agli esercizi 2016 e 2017 vi siano profili di falsità"; accertare "l'epoca in cui si è manifestato lo stato di insolvenza"; "se, a cagione dei ritenuti profili di falsità, sia aumentato il divario tra passivo ed attivo, sotto ogni profilo e, in particolare, se siano prodotte ulteriori perdite nel periodo di presentazione dei bilanci, distinguendo, per ognuna delle annualità evidenziate, la percentuale di aumento del passivo"; "se gli incarichi conferiti da Giulio Di Matteo, i contratti da lui stipulati e le altre operazioni poste in essere, nell'espletamento dell'incarico rivestito, abbiano concorso all'aggravamento del dissesto". Infine la perizia dovrà quantificare "ove possibile, della misura dell'aggravamento del dissesto, sotto i diversi profili evidenziati".

Nel formulare l'ipotesi di bancarotta fraudolenta la procura ha tenuto conto di consulenze attribuite a Di Matteo per quasi 3,5 milioni di euro, ritenute "del tutto ingiustificabili alla luce dello stato di grave crisi in cui si trovava la società", e l'utilizzo delle imposte anticipate nei bilanci per circa 7,9 milioni di euro nel 2012, 16,5 milioni nell'anno successivo, 22,5 milioni nel 2014 e 24 milioni nel 2015. 

Gli indagati sono sei: gli ex amministratori unici Luca Frigerio, Lorenzo Sommo e Giulio Di Matteo e gli ex membri del collegio sindacale Fabrizio Brunello, Jean Paul Zanini e Laura Filetti.

 

 

 

Marco Camilli

 

 

 

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