Superbonus ristrutturazione del 110%: come funziona

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La grande opportunità contenuta nel Decreto Rilancio per chi intende riqualificare proprietà condominiali o unità unifamiliari

 

superbonusAOSTA. Il decreto nato come Decreto di Aprile, varato poi a maggio con il nuovo nome di Decreto Rilancio, porta con sé diverse novità tra le quali. Iniziamo ad analizzarne una di grande impatto economico perché riguarda l'abitazione di tutti e verso la quale tutti non possono che essere molto sensibili: la possibilità per il cittadino di eseguire a costo zero lavori sulle unità immobiliari.

Ma chi sono i soggetti interessati, quali gli immobili, i tipi di lavori eseguibili, i tempi e le modalità per usufruire del superbonus del 110%? Secondo il decreto i soggetti interessati non solo i proprietari di unità condominiali, ma anche i nominativi proprietari di unità immobiliari singole, concedendo così ad un ampia gamma di soggetti e immobili la possibilità di intervento per ottenere il beneficio, nel rispetto del vincolo che le unità siano adibite ad abitazione principale.

In relazione alle tipologie di lavoro quelli incentivati riguardano, in sintesi, l'isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sia che riguardino parti comuni di condomini sia che riguardino edifici unifamiliari.

Le detrazioni è calcolata su un importo di spesa massimo di 60.000,00 euro per i primi lavori e 30.000,00 euro per i secondi per unità, compresi i costi dello smantellamento e smaltimento del vecchio impianto. Ma attenzione agli ulteriori vincoli da rispettare: gli interventi devono assicurare, anche congiuntamente il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, o se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta che dovrà essere dimostrata con l'attestato di prestazione energetica (A.P.E.); i lavori devono riguardare una superficie lorda superiore al 25% dell'edificio per ottenere l'agevolazione.

Nelle spese esaminate possono rientrare anche altri importanti interventi che sono agevolati solo se eseguiti congiuntamente agli interventi di cui sopra, o anche solo ad uno di essi. Vediamo di elencare i principali:
1. Infissi, schermature solari, impianto solare termico, impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
2. infrastrutture per la ricarica di autoveicoli elettrici nelle strutture abitative.

Pari agevolazione ricevono le opere di natura antisismica che vedono elevarsi anch'esse l'aliquota al 90 e fino al 110%.

Va sottolineato che le iniziative sopra citate andranno intraprese (o meglio, le spese andranno sostenute) tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per rientrare nella previsione del "Decreto Rilancio".

L'aspetto rilevante che occorre considerare è, indiscutibilmente, la modalità di fruizione di tali vantaggi che permette al cittadino di non ricorrere solo alla normale detrazione d'imposta per le spese sostenute con ripartizione delle spese su un arco di tempo che via via è stato concesso in 5 o 10 anni, ma permette di ricorrere ad un incentivante sconto in fattura di pari importo da parte del fornitore che ha eseguito la riqualificazione o per la trasformazione della detrazione in credito d'imposta.

Tali strumenti fiscali costituiscono, evidentemente, un ulteriore incentivo a rinnovare il patrimonio immobiliare perché permettono al singolo di non impegnare liquidità per il lavoro e di recuperare in un solo anno la spesa effettuata. Sarà quindi i fornitore che a sua volta recupererà lo sconto in fattura dallo Stato con il meccanismo del credito d'imposta o eventualmente cedendo il credito a banche o altri istituti finanziari.

Sembra proprio un occasione da non perdere non solo per l'economia del singolo, ma per avviarci verso una cultura della salvaguardia dell'ambiente sia in termini di risparmio delle risorse impiegate sia in termini di riduzione dell'inquinamento a cui tanto contribuisce il riscaldamento domestico.

 

Ceresa dott. Paolo

 

 

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