Il Covid-19 diffonde il pessimismo tra le imprese della Valle d'Aosta

L'occupazione regge grazie agli aiuti, ma le imprese segnalano ritardi nei pagamenti e annullano i programmi di investimento

 

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AOSTA. Le ripercussioni negative della pandemia si fanno sentire anche nell'indagine che Confindustria realizza ogni tre mesi tra le imprese della Valle d'Aosta per sondare lo stato di salute dell'economia regionale.

Nell'indagine previsionale riferita al terzo trimestre 2020 emerge come tutti i settori abbiano sperimentato, chi più e chi meno, gli effetti dei confinamenti e delle chiusure iniziate a marzo, diffondendo pessimismo sui fronti dell'occupazione, della produzione, dei nuovi ordini e dell'export.

"Il peggioramento degli indicatori è eloquente e generalizzato", sintetizza Confindustria elencando i principali dati dall'indagine. Le previsioni sull'occupazione si attestano sul -4,55% e tengono solo grazie all'uso degli ammortizzatori sociali (il 45% delle imprese ha aderito alle casse integrazioni guadagni rispetto al 10% della precedente rilevazione) ed oltre il 45% delle imprese prevede una diminuzione della produzione. Inoltre 4 attività su 10 tra quelle intervistate registra un calo degli ordinativi e 5 su 10 prevedono una diminuzione dell'export. 

Di riflesso solo il 19% delle aziende oggi prevede di effettuare investimenti di un certo peso contro il 32% della precedente indagine. Più della metà del campione intervistato rinuncerà del tutto ad ogni tipo di investimento.

In parallelo si allungano i tempi di pagamento: da 52 a 65 giorni (57 per la Pubblica Amministrazione). Oltre la metà delle imprese il (51,16%) segnala ritardi negli incassi.

"La rilevazione concernente il terzo trimestre del 2020 ci restituisce un contesto caratterizzato quasi esclusivamente da variazioni negative commenta il presidente di Confindustria Valle d'Aosta, Giancarlo Giachino - e solo grazie agli interventi governativi che hanno permesso il ricorso agli ammortizzatori sociali ed ai provvedimenti che di fatto impediscono i licenziamenti che si è riusciti ad evitare una vera e propria catastrofe dal punto di vista occupazionale".

"Quello che oggi appare compromessa  - aggiunge Giachino - è la tenuta economica e sociale della nostra Regione e quindi occorre agire con la massima urgenza per sostenere la liquidità delle imprese,aiutare le famiglie, mantenere la continuità delle filiere e ciò cui stiamo assistendo negli ultimi giorni non ci mostra certo un quadro confortante di una politica in grado di rispondere prontamente alla gravità della crisi che stiamo affrontando".

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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