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Made in Italy, Coldiretti: dall’agricoltura 120 prodotti da podio mondiale

Italia al top per sicurezza alimentare e leader del biologico nella Ue

Solo 5 paesi al mondo possono vantare un surplus commerciale manifatturiero superiore a 100 miliardi di dollari. L'Italia è uno di questi. C'è un paese dell'eurozona che attira più turisti cinesi, statunitensi, canadesi, australiani e brasiliani di ogni altro. È l'Italia. C'è un paese che primeggia in quanto ad efficienza ambientale – meno CO2 e meno rifiuti - delle proprie imprese: è l'Italia. E c'è un Paese che durante la crisi globale ha visto il proprio fatturato estero manifatturiero crescere più di quello tedesco: ancora l'Italia. È quanto emerge dal dossier "10 verità sulla competitività italiana" realizzato da Coldiretti con Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison.

Dentro questo "Made in Italy" di successo, un settore in particolare ha dato prova di vitalità e tenuta, dimostrando di essere un comparto trainante per tutta la nostra economia: l'agroalimentare. Dal 2009, il valore aggiunto a prezzi correnti dell'intera economia è risultato pressoché stagnante (+2,2%), quello agroalimentare ha invece registrato un +10,6% (di cui agricoltura +14,2% e trasformazione alimentare +6,8%). La filiera food è quella che meglio ha risposto alle avversità della crisi anche in termini di competitività: nel 2013 la quota di mercato del settore non solo non ha ceduto quote, ma ha fatto registrare addirittura una lieve crescita (dal 2,8% al 2,9%).

Un risultato possibile anche grazie a primati assoluti come, ad esempio, il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario. Siamo, infatti, il Paese più forte al mondo per prodotti "distintivi", con 264 prodotti Dop e Igp e 4.698 specialità tradizionali regionali, seguiti a distanza da Francia, 207, e Spagna, 162. Nel settore vino l'Italia conta su ben 332 Doc, 73 Docg e 118 Igt. E poi c'è il biologico: siamo i primi in Europa per numero di imprese, tra i primi al mondo per superficie e tasso di crescita. Dipende anche da questo se in ben 77 prodotti, sul totale dei 704 in cui viene disaggregato il commercio agroalimentare mondiale, il nostro Paese detiene il primo, secondo o terzo posto per quote di mercato. Anche in termini di surplus commerciale con l'estero siamo sul podio in 70 differenti tipologie alimentari. L'Italia, spiegano gli estensori del rapporto, è certamente in crisi e vive, più di altri Paesi, un momento di grande incertezza appesantito dai suoi problemi antichi - il debito pubblico, le diseguaglianze sociali, l'economia in nero, quella criminale, il ritardo del Sud, una burocrazia spesso persecutoria e inefficace. Ma non è un paese senza futuro. "A patto che riparta da ciò che nel mondo ci rende ‘eccellenza': la bellezza, il genio, la creatività ancorati ai territori. E la qualità, che da quella bellezza e creatività trae ispirazione e forza: qualità che nel mondo è uno dei sinonimi di Italia, e trova riconoscimento nella forza del made in Italy".

"C'è un'idea di futuro per la nostra agricoltura che vale per tutta la nostra economia – afferma Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola -. La nostra agricoltura è infatti un settore che è cresciuto nel segno della qualità, che da un contributo importante all'attrattività del made in Italy nel mondo e che continua a svilupparsi scegliendo la via dell'eccellenza. Una ricetta valida per tutto il Paese. Una scelta strategica che va salvaguardata anche negli accordi internazionali e che, ad esempio, deve essere la bussola anche del Ttip". Il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, osserva che "gli Istituti agrari con un aumento record del 12% sono quelli che fanno segnare il maggior incremento nel numero di iscrizioni al primo anno. I giovani hanno visto prima e meglio di altri che nella valorizzazione del vero Made in Italy legato al territorio c'è una prospettiva di futuro e di crescita nel Paese anche se manca ancora la giusta redditività. Il vero made in Italy va difeso e protetto con cura maniacale nell'interesse dell'economia, del lavoro e della qualità della vita nel Paese".

 

Clara Rossi

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