All'iniziativa di AVS sull'accesso al lavoro agile da parte dei lavoratori a tempo determinato ha risposto il presidente della Regione

Una interpellanza del gruppo AVS ha portato in Consiglio Valle il tema dello smart working per i dipendenti del comparto unico e in particolare per quelli con contratto a tempo determinato. La delibera in vigore «limita la possibilità di ricorrere al lavoro agile e al lavoro da remoto ai soli dipendenti del comparto unico con contratto a tempo pieno», ha ricordato la capogruppo Chiara Minelli.
Nella risposta il presidente della Regione Renzo Testolin ha riportato l'esito delle verifiche compiute dal Corepoc, il Comitato regionale per le politiche contrattuali, e secondo le quali esistono «diversi livelli di attuazione del lavoro agile negli enti del comparto unico, con regolamentazioni differenziate in ragione delle specifiche organizzazioni».
Per quanto riguarda l’accesso simultaneo al lavoro agile e al part-time, «con la Direttiva 2 del 7 agosto 2025, il Corepoc ha stabilito che anche i dipendenti con contratto a tempo parziale possano accedere al lavoro agile, rispettando il principio della prevalenza del lavoro in presenza e condizioni specifiche: percentuale di riduzione della prestazione non superiore al 25-30%, numero massimo di giornate settimanali di lavoro agile (due per il part-time orizzontale, uno per quello verticale), possibilità di deroghe per lavoratori con disabilità o con particolari esigenze familiari, e priorità ai lavoratori a tempo pieno laddove l’organizzazione dell’ente non consenta di garantire l’accesso a tutti».
Sugli altri enti del comparto unico «in linea con quanto previsto dal contratto collettivo regionale, i lavoratori part-time il cui contratto preveda l’accesso al lavoro agile possono fruire di questa modalità sin dall’instaurazione del rapporto di lavoro con l’ente».
E ancora: «La contrattazione in corso, conforme alla Direttiva 2/2025, dovrebbe concludersi a breve, e l’accesso al lavoro agile ai lavoratori part-time che soddisfano le condizioni previste è già in fase di autorizzazione».
«Lo smart working per i part-time - ha replicato la capogruppo di AVS - è previsto dal decreto legislativo 61/2000, che garantisce gli stessi diritti e opportunità dei lavoratori a tempo pieno. Auspichiamo che le autorizzazioni in corso comprendano anche i part-time, perché intercettare le esigenze di questa parte del personale sarebbe un segnale concreto e positivo, in un contesto in cui la Regione fatica ad attrarre lavoratori».
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