L'indagine previsionale delle imprese valdostane fornisce segnali in gran parte positivi nonostante la complicata situazione internazionale
Le imprese valdostane danno segnali di un ritrovato (lieve) ottimismo per quanto riguarda il terzo trimestre dell'anno, stando ai risultati della periodica indagine compiuta da Confindustria sulle previsioni del settore.
A livello generale il saldo ottimisti-pessimisti migliora (da +15,9 del secondo trimestre a +22,9 per cento). Il dato relativo ai nuovi ordinativi registra un lieve miglioramento del saldo (+19,15 per cento) rispetto al precedente trimestre 2026 (+9,1 per cento). Inoltre sei aziende su dieci dichiarano un andamento costante dell'export, mentre tre su dieci segnalano un aumento. Infine diminuiscono dal 34 al 18 per cento circa le aziende con un carnet di ordini sufficiente per meno di un mese.
Il presidente di Confindustria Valle d'Aosta riassume così i risultati dell'indagine: «In un contesto così complesso a livello geopolitico, gli imprenditori valdostani continuano a credere nelle proprie aziende, immettendo risorse per innovare processi e prodotti e mantenendo stabili i livelli occupazionali. In pochi mesi abbiamo saputo reagire, attendere: questa è una premessa fondamentale per guardare anche al 2027 con moderato ottimismo. Non mancano però le sfide, a cominciare dal costo dell'energia e dall'inevitabile riforma dei meccanismi che oggi ne compongono il prezzo, a cominciare dagli Ets. Va poi ribadita la centralità della manifattura nella cultura anche politica in Europa come in Italia".
Le previsioni occupazionali del terzo trimestre registrano un saldo ottimisti-pessimisti di +10,2 punti percentuali, in calo rispetto all'ottimismo del trimestre precedente (+14,58 per cento). Si mantiene buono il dato relativo alla Cassa Integrazione Guadagni mentre migliora il dato dei tempi di incasso (58 giorni in media, 56 giorni per la Pubblica Amministrazione).
L'indagine propone infine un focus sulle aziende edili. Le attese sulla produzione sono in aumento mentre è in calo il dato relativo alle nuove commesse. Diminuisce anche la propensione all'investimento.
M.C.



