Approvato il Piano qualità dell'aria per rispettare la direttiva UE al 2030

Il provvedimento si concentra sugli impianti di riscaldamento a biomassa per ridurre le emissioni ed evitare infrazioni

 Comignoli

Con 20 voti a favore e 15 astensioni, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato il Piano regionale per la qualità dell'aria. Il provvedimento definisce le strategie per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica fissati dalla direttiva UE per il 2030.

Per alcuni parametri la Valle d'Aosta è relativamente tranquilla, in quanto già rispetta i limiti di Pm10, Pm2.5 e ossidi di azoto, tuttavia per ozono ed emissioni di benzo(a)pirene c'è il rischio di incorrere in infrazioni.

I limiti di ozono sono spesso superati in estate in seguito a reazioni chimiche attivate dalla radiazione solare, mentre i livelli di benzo(a)pirene sono più alti in inverno, con l'accensione degli impianti di riscaldamento a biomassa. Il Piano per la qualità dell'aria dunque si concentra in particolar modo sulla riduzione di queste ultime emissioni.

Per gli impianti di riscaldamento che utilizzano legna o pellet le azioni elencate comprendono incentivi per la sostituzione degli impianti esistenti, divieto di installare impianti classificati con meno di 5 stelle e in edifici che non rispettano una classe energetica minima, limitazioni generali all'uso, sviluppo del teleriscaldamento, obbligo di uso di pellet certificato, interventi di "fuel switching" verso altre fonti rinnovabili e, ancora, promozione di nuove centrali di teleriscaldamento a biomassa locale in aree dove c'è un'alta densità di impianti singoli.

«Per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'aria, il Piano si integra con altri strumenti di pianificazione regionale, in particolare il Piano energetico ambientale regionale e il Piano regionale dei trasporti, le cui misure contribuiscono anche alla riduzione delle emissioni», ha affermato ieri in Consiglio Valle l'assessore al territorio e ambiente Davide Sapinet nell'illustrare il Piano aria. «Il confronto in Commissione ha inoltre rafforzato il coordinamento con il Programma regionale forestale, attraverso un emendamento che coniuga il raggiungimento degli obiettivi ambientali con la valorizzazione della filiera locale del legno. Sono previsti interventi per rendere più efficiente il settore del riscaldamento, riducendo consumi ed emissioni attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione degli impianti più inquinanti e la diffusione di sistemi più sostenibili. Sono inoltre promossi comportamenti virtuosi».

Il Piano inoltre «introduce un sistema di aggiornamento continuo attraverso il confronto con gli altri strumenti regionali e prevede nuovi sistemi di governance e monitoraggio. Tra le principali azioni figurano una cabina di regia regionale, l'osservatorio permanente sulla qualità dell'aria, il potenziamento dei modelli previsionali e dell'inventario delle emissioni, il monitoraggio dei metalli nelle polveri sottili e l'adeguamento della rete di rilevamento agli standard della nuova direttiva europea. Sono inoltre previsti successivi strumenti attuativi per definire interventi specifici, anche attraverso incentivi regionali».

La minoranza si è astenuta al momento del voto.

«Riconosciamo - ha affermato il vicecapogruppo della Lega Simone Perron - gli aspetti positivi del documento e abbiamo condiviso anche alcune proposte volte a dare un maggiore impulso a temi specifici. Tuttavia, trattandosi di uno strumento la cui attuazione dipende da chi governa, il nostro voto sarà di astensione».

«Su alcuni emendamenti ci aspettavamo un minimo di apertura che avrebbe potuto favorire una maggiore condivisione», ha osservato Fulvio Centoz (PD-FP)

Per il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel, il Piano è «ben strutturato, che affonda le sue radici nella scorsa legislatura (quando Carrel era assessore, ndr), ma al momento non dispone delle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa europea per il 2030».

 


Elena Giovinazzo

 

 

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