Niente missione di recupero gratuita per una trentina di alpinisti bloccati al rifugio Goûter: «hanno ignorato le raccomandazioni delle guide»

Alpinisti bloccati in quota, scariche di sassi lungo i canaloni, la richiesta di recupero in elicottero per rientrare a valle in sicurezza: situazioni che si verificano estate dopo estate e che i soccorritori valdostani conoscono molto bene. Nelle scorse ore qualcosa di simile è accaduto sul versante francese del massiccio del Monte Bianco, ma in questo caso il sindaco ha negato la missione di recupero in elicottero gratuita per gli alpinisti.
Il sindaco in questione è Jean-Marc Peillex, primo cittadino di Saint-Gervais, competente per l'itinerario alpinistico che conduce al rifugio Goûter attraverso anche un corridoio conosciuto con il nome alternativo di "Canalone della Morte". La decisione di negare il soccorso agli alpinisti è dovuta al fatto che in questo periodo le guide alpine hanno sconsigliato le ascese.
In un comunicato il sindaco sottolinea che gli alpinisti, arrivati al rifugio prima che lo stesso Peillex lo chiudesse, hanno "consapevolmente" scelto di non ascoltare le indicazioni delle guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur "che raccomandavano di non effettuare più l'ascensione o di tenere conto della realtà delle scariche di sassi". Inoltre "le condizioni di attraversamento del couloir del Goûter" erano migliorate e "nulla impediva loro di intraprendere la discesa" senza dover ricorrere all'elicottero.
Per il nutrito gruppo di alpinisti dunque niente missione di recupero gratuita. Alcuni di loro hanno deciso di completato la discesa in autonomia mentre altri si sono affidati a società private per l'evacuazione in elicottero.
"Questa fermezza deve aprire una nuova era e fare 'giurisprudenza', così da permettere di riformare le regole del soccorso francese e riservarlo esclusivamente ai reali bisogni di soccorso, facendo pagare agli irresponsabili i propri abusi e le proprie imprudenze", dice ancora il sindaco di Saint-Gervais.
Marco Camilli





