Commissariamento Saint-Pierre, Testolin: no ai falsi moralizzatori

«Lavorare sin da subito con umiltà, onestà, serietà e coesione»


Renzo Testolin

AOSTA. "La nostra Regione si risveglia oggi trasformata dall'epilogo di un percorso iniziato nell'aprile scorso e che ci consegna un Comune valdostano sciolto per mafia". Inizia così il messaggio inviato dal presidente della Regione ad interim, Renzo Testolin, al giorno dopo la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare il Comune di Saint-Pierre per infiltrazioni mafiose.

"Il dolore, la rabbia e la consapevolezza che questa ferita colpisce profondamente il nostro "senso di appartenenza" non può però che spronarci a lavorare sin da subito con umiltà, onestà, serietà e coesione per allontanare dal nostro territorio ogni dubbio in merito all'operato delle nostre Istituzioni e ai valori nei quali da sempre si riconosce la nostra comunità", prosegue Testolin.

"La Regione - si legge ancora nel messaggio - ha operato in questo difficile percorso quale corretto ed imparziale esecutore di deleghe ministeriali" e con un "corretto, continuo e leale confronto tra Stato e Regione, con il rispetto dei ruoli e dei protocolli previsti per queste delicate situazioni. A chi oggi, per meri motivi elettorali o per semplice piacere di insinuare falsi dubbi, polemizzando su situazioni che invece rimangono assolutamente in linea con i corretti confronti istituzionali tra Stato e Regione - dichiara ancora il presidente della Regione -, rispondiamo con molta serenità che le nostre Istituzioni e le nostre prerogative istituzionali si difendono e si valorizzano giornalmente con il lavoro serio ed onesto".

"Non abbiamo bisogno di proclami e di sterili polemiche, ma di impegno, correttezza e disponibilità a rimboccarsi le maniche - prosegue -, per far sì che la cicatrice creata da questa situazione possa essere attenuata nel tempo dai tanti comportamenti virtuosi e meritevoli che la nostra gente di montagna e le nostre Istituzioni hanno saputo esprimere in passato e sapranno sicuramente dimostrare in futuro, nel solco della legalità.

"I valdostani - si legge nell'ultima parte del messaggio - hanno bisogno di buoni e quotidiani esempi di lavoro, serietà e dedizione e non di falsi moralizzatori".

 

 

 

redazione

 

 

 

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