Legge elettorale regionale, Pulz: autonomia serva per ampliare i diritti

La consigliera di ADU commenta la lettera del presidente Conte a Testolin sulla doppia preferenza di genere

 

AOSTA. "L'autonomia, cui fanno tutti perlopiù appelli faciloni e fuori luogo, non deve mai tradursi in scelte penalizzanti sotto il profilo dei diritti ma deve essere spinta per il loro ampliamento". Lo afferma la consigliera regionale Daria Pulz (ADU) commentando la comunicazione inviata dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte al presidente della Regione Renzo Testolin sul fatto che la Valle d'Aosta "sia disallineata rispetto alle leggi elettorali regionali perché non prevede la doppia preferenza di genere e chiede di provvedere all'evidente vulnus 'con la massima urgenza'".

Secondo la consigliera regionale si tratta di "una questione centrale, che non ha a che fare solo con la legittimità della legge, ma con il senso stesso, anche politico, dell'autonomia. Da troppi anni, su questi temi - come anche su quello dell'immigrazione, su cui si sono verificate pericolose convergenze tra Lega e autonomisti - l'autonomia è intesa in senso conservatore e retrogrado" e l'ultima legge regionale "che ADU VdA non ha votato - con la scusa di scongiurare il controllo del voto, già fortemente limitato se non eliminato attraverso l’introduzione dello spoglio centralizzato, serve di fatto a chi l’ha proposta e a chi l’ha votata per partire con metri di vantaggio nella competizione elettorale a discapito, come sempre, della presenza delle donne nei luoghi decisionali".

L'esponente di ADU si collega poi alla questione del giorno, i finanziamenti agli enti locali del disegno di legge 60. "Togliere finanziamenti ai Comuni - afferma - significa non aver chiaro che senza autonomia economica non vi può essere autonomia politica".

 

Clara Rossi

 

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