Bonus Inps, Cognetta: i politici sono lo specchio della società

Intervista al consigliere regionale di Vdalibra sul caso dei parlamentari e dei 20.000 amministratori che hanno chiesto l'aiuto per le partite Iva

 

 

Roberto CognettaRoberto Cognetta, parliamo dei furbetti del contributo Inps
"I furbetti dell'aiutino".

Oltre ai 5 parlamentari lo hanno chiesto 20.000 amministratori regionali e comunali. In Valle d'Aosta pare che tra i consiglieri regionali nessuno lo abbia fatto. Cosa ne pensa?
"Farei una prima distinzione per gli amministratori comunali dei piccoli paesi che non guadagnano granché. Per i consiglieri regionali e i parlamentari invece dico che è una vergogna prendere soldi pubblici in questa maniera. Dovranno rendere conto alla loro coscienza".

Sembra nel DNA dei politici italiani rispondere "io non ne sapevo niente" quando vengono sorpresi con le mani nella marmellata. 
"Questa è una scusa puerile. Come fai a non sapere di aver ricevuto il bonus? E poi i politici sono lo specchio esatto della popolazione. Noi guardiamo i deputati e i consiglieri regionali, ma chissà quante altre persone l'hanno preso senza averne bisogno. L'errore in partenza è stato del Governo che non ha messo limiti di reddito".

Parlamentari e consiglieri però sono personaggi pubblici.
"Sono lo specchio reale della società che è fatta di persone così. Ce ne sono tante in giro e alcune di queste fanno i deputati e i consiglieri regionali. Mi chiedo perché chi ha fatto la legge non abbia previsto un limite di reddito. Era così difficile inserire una soglia?"

O magari escludere determinati incarichi.
"Ecco, escludere persone che fanno certe attività o persone sopra una certa soglia di reddito. Bastava quello".

Lei ha la partita Iva?
"Io sono socio di una società di persone".

Ha fatto richiesta di aiuto?
"Assolutamente no, anche perché la mia partita Iva è sospesa".

Se fosse stata attiva l'avrebbe chiesto?
"La risposta è in quello che faccio: mi taglio lo stipendio e poi vado a chiedere il contributo? Sarebbe da folli."

Qualcuno si è giustificato dicendo che con quella somma ha fatto beneficienza.
"È una spiegazione assurda. Se vuoi fare beneficenza, visto il tuo lauto stipendio, ti metti le mani in tasca e la fai".

Lo scandalo dei furbetti ha messo un'altra pietra sulla credibilità della politica, anche a scapito di chi lavora bene. Potrebbe essere utile se i consiglieri dichiarassero pubblicamente di non aver chiesto il bonus?
"Potrebbero anche dichiararlo, ma poi magari si finirebbe con lo scoprire che invece lo hanno fatto. Permettimi una similitudine: c'è chi diceva di non aver mai chiesto voti a nessuno e poi invece abbiamo letto intercettazioni che divevano l'opposto. Quindi sì, potrebbero anche dirlo, ma cambierebbe qualcosa?".

Cambiamo discorso. Lo Stato ha impugnato le indennità Covid per il personale sanitario e i sindacati della Funzione Pubblica hanno parlato di spot elettorale. È così?
"Non credo. Quando è stata fatta quella norma, che sottolineo essere stata votata da tutti, il Consiglio regionale ha voluto dare una indicazione chiara e distribuire quel premio con determinate modalità. Non vedo spot elettorali in questo. Ricordiamoci poi che si può contestare l'impugnazione. Bisogna aspettare e vedere alla fine cosa accadrà".

 

Marco Camilli

 

 

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