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Il Consiglio Valle aggiorna il Piano di risanamento di VdA Structure

 

VdA Structure

Con votazione segreta il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha modificato il piano di risanamento del 2018 di Vallée d'Aoste Structure. La società che gestisce il patrimonio immobiliare della Regione ha attivo un prestito di 4,6 milioni di euro e l'atto approvato dal Consiglio Valle autorizza Finaosta e la stessa VdA Structure a rivedere le condizioni contrattuali di quell'operazione effettuata in gestione straordinaria. Lo stesso atto rimanda le decisioni circa la fusione con Autoporto VdA.

La rivisitazione del piano di risanamento tiene conto dell'andamento degli ultimi anni della società, tornata in attivo nel 2019 e 2020 grazie alla cessione di alcuni beni, e dei rilievi della Sezione di controllo della Corte dei Conti riferiti proprio al piano di risanamento e caratterizzato da «scarsa significatività delle iniziative propugnate» per raggiungere l'obiettivo dell'equilibrio di bilancio.

L'atto è stato approvato con 20 sì, 2 no e 13 astensioni. I consiglieri hanno votato in modalità segreta richiamando la recente sentenza della Corte dei Conti che ha condannato 18 politici per i finanziamenti al Casinò di Saint-Vincent.

«Fino a che non sapremo con certezza che i consiglieri regionali non saranno chiamati a rispondere delle loro scelte, abbiamo grosse perplessità ad approvare tali atti amministrativi», ha detto nel suo intervento Mauro Baccega (Pour l'Autonomie), uno dei consiglieri condannati dai giudici contabili. «Questa delibera è sorella di una delibera del passato, non possiamo essere condizionati da altri Palazzi quando compiamo scelte a favore dei valdostani», ha dichiarato.

Il vice capogruppo della Lega VdA, Stefano Aggravi, ha voluto richiamare l'attenzione sulla «sfida della revisione della legge 10/2004 sul patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali. Capire che tipo di sviluppo industriale vogliamo nelle nostre valli è fondamentale per meglio circoscrivere gli obiettivi e i destinatari di politica di promozione industriale. La gestione del patrimonio anche dal punto di vista contabile è fondamentale». L'esponente leghista ha poi chiesto di «verificare se le procedure e i percorsi della formazione e valutazione degli atti siano conformi al dettato normativo», aggiungendo che «l'Amministrazione deve essere neutra e capire se potrà continuare a operare come ha sempre fatto, altrimenti il rischio non riguarderà solo chi siede in quest'Aula, ma cadrà sull'intera Amministrazione e, a catena, sulla collettività».

La richiesta del voto segreto è stata avanzata dal capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz, «in virtù delle considerazioni emerse sulla configurazione dell'atto da votare - atto amministrativo, atto di alta amministrazione, atto politico - e nell'attesa della definizione del quadro complessivo».

 

C.R.

 

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