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Adu: 'Cime Bianche non è proprietà privata'

'Scambiare i parlamentari eletti in Valle d'Aosta per ambasciatori o lobbisti della petite patrie è vergognoso'

 

«L'autonomia considerata come diritto di fare quello che si vuole in casa propria in spregio a qualsiasi legge è semplicemente scandalosa». Così, in una nota, Adu VdA interviene sul dibattito di questa settimana in Consiglio regionale a proposito delle interrogazioni presentate dalla deputata Tripodi e dall'europarlamentare Beghin relative al collegamento intervallivo di Cime Bianche.

Secondo Adu i due politici «hanno fatto il loro lavoro: presentare interrogazioni sulle problematiche irrisolte. Siccome, però, hanno osato "richiedere la revoca in autotutela della procedura di affidamento dello studio preliminare alla valutazione di fattibilità per il collegamento intervallivo del vallone delle Cime Bianche perché apparirebbe in palese contrasto con la normativa europea e italiana a tutela dell'ambiente e delle zone protette", apriti cielo! Consiglio regionale interrotto, riunioni nelle segrete stanze e interventi imbarazzati, da parte di chi deve smentire il proprio impegno con gli elettori (consigliere Crétier), e furiosi (consigliere Marguerettaz) per fantomatici attacchi all'autonomia, ai valdostani, al turismo».

«Continuare a scambiare i parlamentari eletti in Valle d'Aosta per ambasciatori o lobbisti della petite patrie è vergognoso - si legge nel comunicato di Adu -, oltreché sintomo di profonda ignoranza della Costituzione stessa: all’articolo 67 è chiaramente precisato che "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato"». E il vallone di Cime Bianche «è patrimonio collettivo, ci sono leggi nazionali e europee che lo tutelano, non è proprietà di nessuno, tantomeno della comunità locale e dei soli valdostani», conclude il movimento politico.

 

 

redazione

 

 

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