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Respinta (con voto segreto) l'istanza sulla decadenza dei consiglieri regionali

18 'no' e 3 'sì' alla richiesta di avviare l'iter di incompatibilità dopo le condanne in Corte dei Conti. La Lega non partecipa al voto

 

Consiglio regionale

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha respinto l'istanza per avviare le procedure per l'incompatibilità di alcuni consiglieri regionali, condannati dalla Corte dei Conti a ripagare la Regione per i finanziamenti erogati alla Casinò de la Vallée. L'atto era stato presentato da Alberto Zucchi in qualità di elettore e riguardava la situazione di consiglieri Mauro Baccega, Aurelio Marguerettaz, Pierluigi Marquis, Claudio Restano, Augusto Rollandin e Renzo Testolin.

Il voto si è svolto in modalità segreta, come chiesto da Albert Chatrian a nome di AV-VdAU e UV, con il risultato di 18 consiglieri contrari, 3 favorevoli e la Lega che non ha partecipato al voto.

Il commento di Zucchi

Nel commentare l'esito della votazione su Facebook, Zucchi (coordinatore regionale di FdI) afferma: il Consiglio regionale «ha dato ennesima prova che la realtà (quella valdostana) può superare non solo la fantasia ma anche la decenza». Alcuni consiglieri «hanno votato un’istanza che li riguardava direttamente. Nessuno, tantomeno il presidente del Consiglio Bertin, sempre meno super partes e meno barricadero per l’effetto poltrona, ha sollevato la questione di incompatibilità del voto dei soggetti coinvolti. Nessuno ha chiesto al Presidente Bertin in base a quali pareri giuridici chiesti a terzi, oltre a quelli degli avvocati difensori degli interessati e dell’Avvocatura della Regione, si siano assunte simili importanti posizioni».

Con il voto di questa mattina «18 ( da cui ne manca uno) si assunti la responsabilità di quelle decisioni anche se espressa con voto segreto, il che la dice lunga. Il voto ha confermato infine - si legge ancora nel post di Facebook -, se mai ci fossero stati ancora dei dubbi da parte di qualcuno, che una parte cospicua dell’opposizione, ormai solo di facciata, non abbia nessuna intenzione di dare fastidio ai manovratori nemmeno sull’osservanza delle regole».

Le posizioni di Pcp, Lega VdA e Lavevaz

Nel corso del dibattito in aula le due consigliere del Pcp hanno annunciato il sostegno all'istanza e lamentato la mancanza di trasparenza nell'iter seguito dagli uffici regionali. «Arriviamo in aula senza un adeguato approfondimento della materia ed è paradossale che si discuta della questione solo perché un cittadino ha presentato un'istanza, altrimenti non sarebbe neanche stata sottoposta all'attenzione del Consiglio», ha affermato la capogruppo Erika Guichardaz. «Auspicavamo trasparenza nei confronti del Consiglio e della comunità, invece è stato fatto tutto nel segno della completa segretezza con una delibera di Giunta secretata, documentazione non fornita e un quadro generale della situazione non chiarito».

Critico anche l'intervento del leghista Paolo Sammaritani. «Si vuole sottoporre alla votazione del Consiglio questa istanza, ma si è saltato un passaggio che era in capo al Presidente del Consiglio, ossia l'avvio del procedimento prevedendo un contraddittorio con gli interessati, che qui non risulta essere stato fatto. Secondo noi la legge non è stata rispettata - ha affermato Sammaritani - e l'istruttoria non è completa. Bisogna fare un passo indietro: il presidente deve comunicare agli interessati questa ipotetica causa, dopodiché il Consiglio potrà essere investito della questione. Se si vuole andare avanti così, il gruppo Lega VdA non parteciperà al voto».

Nella replica, comunicando il voto contrario, il presidente della Regione ha spiegato che l'istanza presentata da Zucchi «è stata valutata dagli uffici in maniera molto approfondita. È un percorso tecnico-giuridico che riteniamo giusto».

 

Marco Camilli

 

 

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