Zelensky alle Camere: Ucraina come cancello per esercito russo che vuole entrare in Europa

Oggi il discorso del presidente dell'Ucraina alla Camera. Lanièce: 'pieno sostegno del Parlamento italiano'

 

Il presidente dell'Ucraina in videoconferenza

«L'invasione russa sta distruggendo le famiglie. La guerra continua a devastare città ucraine, alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti. È come Genova, immaginate Genova completamente bruciata». Così il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento al parlamento italiano per descrivere ciò che sta avvenendo nel suo Paese con l'invasione della Russia.

Il presidente ucraino ha parlato alle Camere per circa 12 minuti collegato in videoconferenza ricordando i tanti morti, tra i quali bambini, e la disperazione che cresce giorno dopo giorno. «A Kiev - afferma Zelensky - torturano, violentano, rapiscono bambini, distruggono e con i camion portano via i nostri beni. L'ultima volta in Europa è stato fatto dai nazisti».

Nel suo discorso Zelensky ha parlato dell'Ucraina come di un «cancello per l'esercito russo. Loro vogliono entrare in Europa, ma la barbarie non deve entrare».

La replica del presidente Draghi

Per Draghi la «resistenza» portata avanti in «tutti i luoghi in cui si abbatte la ferocia del presidente Putin è eroica».

«Davanti all'inciviltà non ci giriamo dall'altra parte», aggiunge Draghi ricordando i beni di oligarchi russi "congelati" dall'Italia per «oltre 800 milioni di euro».

«Oggi l'Ucraina non difende solo se stessa ma la nostra pace, libertà e sicurezza». L'Italia, afferma il presidente del Consiglio, «vuole l'Ucraina nell'Unione europea»

Lanièce: messaggio contro la violenza

Con un messaggio postato su Twitter il senatore Albert Lanièce, vice presidente del gruppo per le Autonomie, evidenzia il «pieno sostegno del Parlamento italiano al Popolo dell’#Ucrania e suo Presidente #Zelensky». Le dichiarazioni del presidente ucraino rappresentano un «messaggio di lotta contro la prepotente violenza e di speranza per un mondo di pace».

 

 

Clara Rossi

 

 

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