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Il sostegno alle piccole stazioni sciistiche della Valle d'Aosta è legge

Finanziamenti per coprire le perdite e collaborazione tra enti per rilanciare il territorio. Ma con la grande incognita dei cambiamenti climatici

 

Seggiovia

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato la legge a favore delle piccole stazioni sciistiche della Valle d'Aosta. Il testo sostiene economicamente le dodici stazioni minori del territorio: La Magdeleine, Rhêmes-Notre-Dame, Valgrisenche, Ollomont e Saint-Vincent, Chamois, Saint-Rhémy Crévacol e Cogne, Ayas Antagnod, Brusson Palasinaz, Gressoney-Saint-Jean Weissmatten e Champorcher.

«L'impegno di spesa di 2 milioni di euro all'anno, per i prossimi tre anni, dovrebbe consentire di dare copertura a circa due terzi del possibile deficit previsto da tali stazioni», ha spiegato in aula il relatore Giulio Grosjacques (Uv). Il sostegno economico «è riferito unicamente alle giornate di bassa affluenza dell'utenza, al fine di garantire la continuità anche nei periodi di scarso afflusso, come l'inizio e la fine stagione sciistica, in cui non ci sono le condizioni, dal punto di vista economico, per una continuità di apertura».

Secondo il relatore la legge non va considerata come «un semplice strumento di ripianamento delle perdite generate dalle piccole stazioni, bensì legge ambiziosa che lancia una sfida al territorio tutto intero, enti locali e operatori economici in primis».

Sinergia tra enti per rilanciare le piccole stazioni

L'aula ha approvato tre emendamenti, uno dei quali porterà alla costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al rilancio turistico delle piccole stazioni sciistiche. Vi parteciperanno, collaborando tra loro, la Regione insieme ai Comuni e agli enti gestori degli impianti.

«Questa legge è un primo passo per rianimare i rapporti sul territorio in una logica federalista che mette al centro coloro che vivono e conoscono il territorio», ha detto l'assessore allo Sviluppo economico, Luigi Bertschy. «I modelli gestionali dei piccoli comprensori sciistici sono differenziati: abbiamo piccole gestioni degli impianti e appalti di concessione fatti direttamente dai Comuni. Questa legge ha il grande obiettivo di riunire a un unico tavolo di discussione gli enti locali, gli operatori del territorio e gli enti economici con la duplice finalità di portare nuove idee e di responsabilizzare tutti ad una gestione del territorio più realistica e consapevole».

Da parte della Lega, Erik Lavy ha evidenziato la necessità di chiarire in che modo sarà attuata questa parte della legge. «Come la mettiamo - ha detto - con certi amministratori ancora presenti oggi in alcune società che avevano posizioni contro il mantenimento dei piccoli impianti? Non è consigliabile che questi soggetti rimangano al loro posto, proprio per assicurare il rispetto dei principi della legge».

Per Corrado Jordan (VdA Unie) è «interessante e sfidante, oltre che di assoluta responsabilità, la condizione vincolante di definire degli accordi di cooperazione con azioni sinergiche che devono vedere i comuni protagonisti e che possano coniugare i piani gestionali societari con le strategie di sviluppo territoriale dei comprensori».

Riavvicinare i valdostani allo sci 

Nel corso del dibattito l'assessore allo Sviluppo economico ha spiegato che tra gli obiettivi della norma c'è anche quello di riportare più valdostani sulle piste bianche.

«Oltre alle scontistiche per i residenti sugli skipass - ha detto Luigi Bertschy elencando alcune delle misure previste - stiamo realizzando progetti nelle scuole per riavvicinare i giovani alla montagna e dare ai nostri ragazzi l'opportunità di frequentare i campi da sci. Bisogna arginare il rischio di avere un settore di grandi potenzialità ma sempre meno partecipato dai valdostani sia come frequentatori che come operatori economici. È una sfida importante che deve trovare la collaborazione di tutti.».

Cambiamenti climatici e sci

Nel corso del dibattito in aula è emersa inoltre la necessità di sostenere sì il territorio, ma senza dimenticare che il futuro dovrà fare i conti i cambiamenti del clima e la possibile mancanza di neve.

Il Pcp ha espresso un parere positivo "condizionato" verso il testo a causa della mancanza di lungimiranza. «Nessuno pensa che si possa fare a meno dello sci in Valle d'Aosta, però sappiamo che dovremo, tra non molto, fare i conti con situazioni di mancanza di neve in certe località», ha evidenziato Chiara Minelli.

«Questa legge è l'unica possibile - ha dichiarato Erik Lavy (Lega VdA) - ed è importante per il mantenimento del territorio e per l'economia dei comuni soprattutto di quelli ubicati in testata di valle». Tuttavia «visti gli importanti cambiamenti climatici in atto, non è detto possano garantire la presenza della neve in tutte le località. Bisogna pensare ad un "piano B" che vada al di là della neve».

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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