Da Forza Italia Valle d'Aosta 'sostegno alla linea di Berlusconi'

Il coordinamento regionale di Forza Italia condivide la linea del partito nazionale. 'Nessuna paralisi con il ritorno alle urne'

 

Emily Rini

Forza Italia Valle d'Aosta esprime un sostegno unanime verso le scelte compiute a livello nazionale con il non-voto di fiducia al governo Draghi ieri in Senato.

«Il coordinamento regionale di Forza Italia Valle d'Aosta, unitamente al gruppo degli eletti in Consiglio Valle e nel Comune capoluogo, sostengono all'unanimità la linea intrapresa dal Presidente Silvio Berlusconi e dal coordinamento nazionale del partito a seguito delle dimissioni rassegnate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi», si legge nella nota diffusa dal coordinamento guidato da Emily Rini.

«Nessuna paralisi con il ritorno alle urne, la paralisi per il Paese ci sarebbe stata proseguendo con un governo ancora ostaggio dei capricci grillini, che si sarebbero amplificati all'ennesima potenza in sede di formazione della Legge di Bilancio», afferma FI. «Di fronte a chi ha giocato a picconare il governo per poi tentare di addossare le responsabilità ad altri - prosegue la nota -, tenuto conto di un puzzle parlamentare ormai non più ricomponibile, la strada tracciata dal nostro presidente Silvio Berlusconi è stata compresa e apprezzata anche dal presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, preso atto che in Francia hanno appena votato senza perdere nemmeno un euro dei fondi derivanti dal Pnrr, così come peraltro avvenuto anche in Germania».

Conclude il coordinamento valdostano: la linea del partito è stata «scelta dal Presidente Berlusconi con estrema responsabilità e comunque soltanto dopo avere tentato fino all'ultimo di mediare con il Presidente del Consiglio circa l'opportunità di stipulare un nuovo 'patto di fiducia' con coloro che lo avevano sfiduciato appena una settimana prima».

Ieri in Senato, sulla questione di fiducia, Forza Italia non ha partecipato al voto insieme alla Lega e al M5s portando alle dimissioni di Draghi e allo scioglimento anticipato delle Camere. La linea di azione scelta dal partito non è stata condivisa da alcuni esponenti come i ministri Gelmini e Brunetta che hanno lasciato Forza Italia.

 

 

C.R.

 

 

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