Un'analisi di Confcommercio mostra il costante declino del comparto che coinvolge anche il centro storico. Fanno eccezione le attività legate al turismo
Il commercio al dettaglio è in difficoltà. Non è una situazione nuova: da anni il settore convive con problematiche di diversa natura e soprattutto soffre la concorrenza degli acquisti on line che sono più veloci, disponibili a tutte le ore del giorno e della notte e a prezzi con cui è difficile, se non impossibile, competere.
Nei piccoli centri i negozi di paese sono pressoché scomparsi da tempo e da ormai qualche anno anche nei centri più grandi il cambiamento è ben visibile. Anche ad Aosta è sufficiente percorrere qualche strada per notare un crescente numero di spazi commerciali messi in affitto o in vendita, o semplicemente lasciati vuoti.
La Confcommercio della Valle d'Aosta, attraverso l'Osservatorio Città e demografia d'impresa, aiuta a inquadrare la situazione fornendo alcuni dati riferiti ad Aosta. Tra il 2012 e il 2025 nel capoluogo il commercio al dettaglio si è ridotto di 21,5 punti percentuali, che si traduce in 102 negozi in meno, con una punta del 31,2% nel centro storico, che da 250 passa a 172 imprese attive.
All'interno di questo dato generale emergono andamenti contrastanti. Rispetto al 2012 nel centro si trovano più ristoranti (+24,%). Aumentano (del 4,5%) anche gelaterie, pasticcerie e rosticcerie. Le nuove aperture hanno preso il posto di attività come negozi di abbigliamento e calzature (-35,5%), mobili e ferramenta (-53,3%), librerie e negozi di giocattoli (-42,9%) e anche dei bar tradizionali (-13,2%). Anche le edicole sono in netta crisi (-50%) e per il commercio ambulante va persino peggio: il crollo è dell'80%.
Un capitolo a parte riguarda le attività strettamente collegate al turismo e in particolare al soggiorno dei turisti. Nel centro storico il comparto di bar, alberghi e ristoranti è complessivamente in crescita del 20,2% trainati dalle "altre forme di alloggio". Prendendo in considerazione solo gli alberghi emerge infatti una contrazione del 33,3% mentre gli alloggi turistici e simili passano triplicano, da 4 a 12.
Clara Rossi


