Nuova maggioranza regionale? Donzel: solo con l'accettazione dei nostri contenuti

 

Intervista al capogruppo PD-SVdA che spiega: qualcuno ha usato il progetto Renaissance per provare a fare confusione

AOSTA. Continuano in questi giorni gli incontri tra l'Union valdotaine e la Stella Alpina con l'Union valdotaine progressiste e il Partito democratico per la possibile formazione di una nuova maggioranza in Consiglio Valle. Chiediamo a Raimondo Donzel, capogruppo del PD-Sinistra VdA, qual è la posizione del suo partito.

Donzel-raimondox300Cosa sta accadendo in questa fase particolare della politica valdostana?
Io posso parlare per quanto riguarda il gruppo PD-Sinistra VdA ed il lavoro che stiamo facendo in parallelo con il Partito Democratico. Per noi continua una fase di dialogo sui contenuti resasi necessaria dall'immobilismo creato dalle difficoltà della maggioranza per dare delle risposte urgenti ai cittadini. Siamo riusciti su questa strada a fare le riforme degli Enti locali e della legge elettorale, io dico giusto in tempo per riuscire a poter votare il 10 maggio. E' chiaro che questo confronto ha permesso a delle persone di sedersi attorno ad un tavolo e provare a discutere anche di altre tematiche che hanno altrettanta urgenza. Il ragionamento è che laddove si possano trovare dei contenuti comuni, che per noi vanno nell'indirizzo del cambiamento, penso faccia bene il partito a non sottrarsi a questo confronto laddove si creino le condizioni per portare un cambiamento. Faccio un esempio: la città di Aosta per quanto riguarda la nostra sensibilità ha bisogno di un forte cambiamento e ci è stata data la possibilità di partecipare ad un tavolo dove sono presenti tre importanti forze, UV e Stella Alpina - che sono nostri avversari in Regione ma con i quali abbiamo dialogato e fatto leggi importanti, ad esempio l'ultima sugli OGM dove è stata accolta una mia richiesta di modifica che ha portato a votare all'unanimità la legge anche dalle forze che avevano espresso riserve quindi 5 stelle e Uvp - e l'Uvp. Lo stesso ragionamento per il nostro partito vale sul livello regionale: se si instaura un dialogo con delle forze politiche a livello comunale non vedo perché non si possa provare a verificare se ci sono punti di intesa anche sul fronte regionale senza per il momento prevedere stravolgimenti, ma portando avanti seriamente una politica basata sui contenuti. Fra l'altro, devo dirlo, spesso noi del PD veniamo criticati, ma siamo l'unica forza politica a cui sono state offerte già a più riprese dei "posti" e abbiamo sempre subordinato l'accettazione ai contenuti e alle scelte da mettere in campo. Anche per il Comune di Aosta vale il principio. Si parla di sindaco, ma queste cariche sono subordinate al cambiamento. E' un atteggiamento molto serio che abbiamo al di là delle polemiche, delle forzature anche legittime, della satira alle volte che fanno i giornali. Per noi l'obiettivo è cambiare le condizioni che ci sono a vantaggio dei cittadini e non dei singoli.

Dall'inizio della legislatura c'era un'opposizione che vedeva Rollandin come il "male assoluto" e la maggioranza come qualcosa da mandare giù per essere rifatta. Ora cambia tutto. Parla di contenuti, ma come spiegate ai vostri elettori che forse sta per cambiare tutto, che si potrà verificare un cambiamento di maggioranza che vi vedrà corresponsabili?
Per adesso non si è verificato niente.

E se si dovesse verificare?
Ai nostri elettori abbiamo già spiegato a giugno che ci sedevamo a parlare. I nostri elettori sono ancora lì, non sono scappati. E' lo stesso lavoro che abbiamo fatto a giugno, quando ci fu offerta la presidenza del Consiglio e siamo andati a vedere se c'erano le condizioni per cambiare qualcosa in Regione. Sui contenuti non c'è stata l'apertura necessaria bensì solo una prima apertura al dialogo in Consiglio regionale, ma oltre al dialogo non s'è visto nulla. C'è stato poi il passaggio delle leggi sugli Enti locali che ha iniziato a dare i primi segnali, ma a giugno ma non c'erano le condizioni di cambiamento. Agli elettori continuiamo a dire che si devono cambiare i contenuti, che per noi rimangono quelli portati avanti con Renaissance. Ma vorrei ricordare e dire con chiarezza che se Renaissance non è andata in porto, tra tutte le forze politiche che l'hanno composta la più lineare rispetto al percorso è stato il Partito Democratico. Nessuno si è sfilato per ordine di Casaleggio o altri nel PD: Il PD aveva detto che se con Renaissance si riusciva in qualche modo a cambiare la maggioranza, che fra l'altro poteva comprendere anche pezzi di UV e Stella Alpina lo abbiamo detto agli elettori, noi saremmo andati al governo. Altri ci hanno detto di no. C'è chi ha usato Renaissance solo per fare da ariete e provare a fare confusione, noi l'abbiamo usata già allora per provare a governare meglio la Valle d'Aosta e continuiamo a lavorare per questo.

Diciamo allora che se per caso nelle prossime settimane dovesse cambiare l'assetto della maggioranza e voi ne farete parte, vorrà dire che sono stati accolti dei vostri suggerimenti e sono cambiati dei contenuti…
Il ragionamento è corretto ma io lo ribalterei. Se vengono accettati dei cambiamenti, se vengono fatte azioni che cambiano significativamente il modo di fare politica in Valle d'Aosta, si può ragionare su un coinvolgimento maggiore. Al contrario no. I contenuti per il PD vengono prima e se altri percorrono altre strade sono scelte loro, noi seguiamo le strade del PD-Sinistra VdA. Perché non abbiamo votato il bilancio regionale, pur sapendo che era un momento di difficoltà e ci fossero alcune scelte che condividevamo anche noi? Per un motivo semplice. C'era una precondizione assoluta a votare quel bilancio: che ci fossero tagli ai costi della politica, ma non che ognuno se ha voglia si taglia qualcosa o racconta di ridursi lo stipendio mettendo i soldi dove vuole lui e si fa i fatti suoi con i soldi. Noi volevamo la trasparenza su quel punto. Ci è invece semplicemente stato detto che faremo un gruppo di lavoro: quando partirà il gruppo di lavoro per ridurre i costi della politica noi avremo fatto qualcosa per i cittadini. I cittadini capiscono quando lavori per loro. Se riusciamo a fermare questo taglio del precariato in Valle d'Aosta che sta creando nuova disoccupazione riesco a spiegare ai cittadini che ho inciso sul cambiamento, altrimenti non serve fare nuove maggioranze né ribaltoni se poi tutto continua come prima.
Ad inizio legislatura lo scontro si era molto radicalizzato e il motivo del contendere era il presidente della Regione, Augusto Rollandin. A voi andrebbe bene se Rollandin restasse presidente?
Il ragionamento è questo: se uno prende in mano Renaissance e legge tutto il documento non trova un passaggio su chi fa il presidente o chi fa l'assessore…

Le dichiarazioni però…
Io sto facendo una dichiarazione serena sul fatto che sono andato davanti a dei cittadini insieme ad altre forze politiche. Alcune si sono tirate indietro dal voler andare al governo – parlo dei 5 stelle -. Non eravamo nemmeno alla fine del traguardo e si erano già tirati indietro. Altri all'interno di Renaissance hanno remato su chi fa questo e chi fa quest'altro. Il PD con umiltà ha lavorato su quei contenuti e ha partecipato a serate pubbliche in tutta la Valle d'Aosta per dire: queste sono le cose che vogliamo fare. Non abbiamo mai parlato di chi fa il presidente, chi fa l'assessore, di chi c'è e di chi non c'è. I cittadini ci hanno detto: quelle cose lì noi le vogliamo, vogliamo che si smetta di assumere in modo clientelare le persone nelle partecipate pubbliche. Se non c'è quel punto il PD non va in nessun governo, Rollandin o non Rollandin. Questo è il punto, che è chiarissimo agli elettori.

 

Marco Camilli

 

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