I gruppi FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, AdC e La Renaissance critica il voto contrario all'audizione dell'on Urzì: «difficilmente spiegabile»
«Un atteggiamento che denota debolezza politica e incapacità di arrivare ai risultati». Lo affermano i gruppi di opposizione in Consiglio regionale dopo la bocciatura, da parte della maggioranza, della richiesta di programmare una specifica audizione in I Commissione nell'ambito dell'iter di revisione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta.
I gruppi FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, AdC e La Renaissance spiegano in una nota: lo scorso 22 gennaio «il presidente Testolin aveva indicato come unico riferimento di partenza la riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, già in fase avanzata di approvazione parlamentare, auspicando il contributo attivo di tutti i Commissari. Su questa base, parte della minoranza aveva avanzato per iscritto la richiesta di audire il deputato Alessandro Urzì, quale presidente della Commissione dei Sei della Provincia di Bolzano, nonché relatore di maggioranza della riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, con l'intento di acquisire informazioni dirette su percorso e tempistiche».
Una richiesta che i gruppi di opposizione considerano «coerente con gli obiettivi dichiarati dalla prima Commissione, visto che il Deputato Urzì ha contribuito alla stesura della riforma del Trentino-Alto Adige». Tuttavia «la maggioranza, nessuno escluso, ha votato contro tale richiesta».
Secondo i sei gruppi consiliari Urzì avrebbe potuto fornire «informazioni aggiornate e di prima mano sul processo trentino-altoatesino, in un momento in cui la Valle d'Aosta è chiamata a ragionare sul proprio futuro statutario». La scelta di non programmare l'audizione è «difficilmente spiegabile ai cittadini valdostani».
Inoltre, prosegue la nota, «anche sulla richiesta, sempre di parte della minoranza, di audire in Commissione la componente regionale della Commissione paritetica, in particolare sull'iter della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, la maggioranza ha votato contro. Sui temi strategici, come questi, la chiarezza del metodo e la trasparenza sui percorsi, nonché la condivisione (spesso rifiutata), sono parte della credibilità del risultato.»
Marco Camilli



