Accolto dal Tribunale di Aosta il ricorso di AVS sull'ineleggibilità. L'UV convoca il Comité Fédéral. Splelgatti: maggioranza è colpevole

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Il Tribunale di Aosta ha dichiarato decaduto dalla carica il presidente della Regione, Renzo Testolin. I giudici hanno accolto il ricorso di Alleanza Verdi e Sinistra basato sulla legge regionale che limita il numero di mandati per i componenti della Giunta regionale.
Il commento di AVS
AVS, attraverso Elio Riccarand, commenta con soddisfazione: «Abbiamo vinto su tutta la linea e nel merito della questione il Tribunale ha giudicato che c'è stata una violazione della legge, Testolin non poteva più essere eletto in Giunta».
Facendo riferimento alla linea difensiva di Testolin, ripresa anche dalla Regione, Riccarand aggiunge che «la norma in questione è legittima e non ci sono questioni costituzionali, e la Regione non poteva costituirsi in giudizio perché non è un interesse pubblico, ma era una questione soggettiva di Testolin».
L'esponente di AVS sottolinea che questa sentenza avrà ulteriori riflessi sull'attuale Giunta e in particolare su Luigi Bertschy, vice presidente e assessore allo Sviluppo economico. Anche per lui, al pari di Testolin, all'inizio della Legislatura era stata posta la questione del superamento del limite di mandati nell'esecutivo.
Il commento dell'UV
In una nota, l'Union Valdôtaine afferma di prendere atto della decisione del Tribunale "nel rispetto delle istituzioni. A fronte di tale situazione, il presidente del Mouvement ha convocato il Comité fédéral al fine di procedere ad una analisi approfondita e di prendere le decisioni dovute nell'interesse del Mouvement e della Valle d'Aosta".
ADU invoca le dimissioni
Commentando la sentenza del Tribunale di Aosta, che ha dichiarato decaduto il presidente della Regione Testolin, Ambiente Diritti Uguaglianza chiede le dimissioni. «L'intera campagna elettorale unionista si è fondata su una menzogna che ci porta, tra l’altro, alla paralisi amministrativa. Elezioni subito! Chi voleva piegare l'autonomia al proprio interesse è stato riportato alla realtà - si legge in una nota -. Chi, pur rivestendo ruoli istituzionali come quello da Presidente del consiglio, ha taciuto è stato complice. Un comportamento indegno. Chiedere scusa e dimettersi. AVS ha condotto per tutti una battaglia di democrazia".
M5s: Valle d'Aosta paralizzata
Per Elisa Pirro, senatrice e coordinatrice del Movimento 5 stelle Valle d'Aosta, la sentenza «certifica un problema politico enorme. A questo punto, la domanda non è più tecnica, ma democratica: quanto può reggere la Regione in queste condizioni? Per mesi abbiamo assistito a una maggioranza incapace di governare, divisa su tutto, pronta a mettere in discussione le stesse regole che aveva scritto pur di restare in piedi, Ora arriva anche la sentenza che colpisce il vertice istituzionale».
Ora si apre una fase di «paralisi. La democrazia non può essere sospesa per salvare equilibri politici ormai logorata», afferma ancora Pirro. «La politica valdostana è arrivata al punto di rottura».
Spelgatti: colpa della maggioranza
"Fin dall'inizio della legislatura si sapeva che sarebbe potuto succedere quanto accaduto. Colpevole di questa scelta è tutta la maggioranza, che ha accettato il rischio per accontentare gli appetiti personali". Lo afferma la senatrice valdostana Nicoletta Spelgatti (Lega VdA). "Fino a quando la politica continuerà a ragionare per dinamiche di potere, invece che di servizio per un Bene superiore, a pagare sarà sempre la Valle d'Aosta", aggiunge.
Marco Camilli




