Riforme costituzionali, sulla Valle d'Aosta lo spettro dell'accorpamento alla macroregione

 

Rollandin alla Festa della Valle d'Aosta: la riforma potrebbe essere la fine del regionalismo - VIDEO

Rollandin-festavdax300AOSTA. «Il quadro costituzionale di riferimento, in corso di profonda trasformazione, mette a rischio la forza dello Statuto speciale». Così il presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel discorso per la Festa della Valle d'Aosta che si è svolta ieri a Palazzo regionale insieme alle celebrazioni per gli anniversari dell'Autonomia e dello Statuto speciale.

Rollandin ha espresso apprensione per la situazione istituzionale nazionale. «Celebriamo l'anniversario dello Statuto di Autonomia della Valle d'Aosta non senza un sentimento di preoccupazione» ha dichiarato riferendosi alle politiche di austerità, alle tendenze centraliste dello Stato ma anche e soprattutto alla possibilità, non così remota, che le Autonomie speciali vengano cancellate e che la Valle d'Aosta possa essere assorbita da una macroregione.

«La riforma costituzionale in esame al Parlamento disegna un Senato fortemente depotenziato» e una nuova ripartizione delle competenze che «ridurrà ulteriormente la potestà legislativa regionale». «Il timore», ha continuato Rollandin, è che la riforma «sia la fine del regionalismo e della sussidiarietà, sia la messa in discussione dell'esistenza delle Autonomie speciali e delle minoranze riconosciute e tutelate dalla Costituzione».

Anche il presidente dimissionario del Consiglio Valle, Marco Viérin, nel suo intervento ha evidenziato il «clima di incertezza istituzionale che viviamo a livello nazionale». «In questo contesto di massima confusione, il neocentralismo romano trova nuovi complici anche nelle Regioni. C'è chi parla di accorpamenti funzionali, di revisione dei poteri, di riduzione delle Regioni». Viérin ha invitato il Consiglio regionale ad essere «il luogo delle decisioni e delle scelte, evitando confusione e scontro».

Ha invece dato voce ai problemi degli enti locali Bruno Giordano, intervenuto in qualità di presidente del Celva/Cpel. «La vera sfida - ha detto - è costruire un sistema che, razionalizzando i servizi e i costi, sia in grado di migliorarne la qualità, o comunque di matenerne gli standard attuali».

«Il prossimo 10 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative che coinvolgeranno 68 Comuni su 74», ha ricordato, e «il panorama che si aprirà dopo sarà molto diverso da quello che cis tiamo lasciando alle spalle. Ai nuovi amministratori saranno chiesti gli sforzi più grandi».

 

Marco Camilli

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