«In tre anni aumenti di capitale per 300 milioni. La Regione svolge un ruolo attivo di facilitazione, monitoraggio e raccordo istituzionale»

«Competitività e continuità produttiva dello stabilimento devono essere salvaguardate, ma questo obiettivo deve procedere insieme alla tutela del lavoro, al ruolo della contrattazione e alla qualità delle relazioni industriali». Lo ha affermato l'assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy intervenendo giovedì in Consiglio regionale per spiegare, in risposta a numerosi question time dei gruppi di minoranza, la posizione del governo regionale sulla Cogne Acciai Speciali.
Nei giorni scorsi i vertici dell'acciaieria hanno incontrato la Giunta per fare il punto della situazione su cassa integrazione, disdetta del contratto integrativo e sciopero indetto dai sindacati. «L'azienda - ha fatto sapere l'assessore - ha riferito che, nonostante le perdite degli ultimi due bilanci, non vi è stato alcun disimpegno: negli ultimi tre anni gli azionisti hanno investito ulteriori 300 milioni di euro in aumenti di capitale sociale, garantendo stabilità sociale ai lavoratori anche in una fase di risultati economici negativi».
L'azienda «ha inoltre confermato di valutare ulteriori investimenti per rafforzare la propria competitività, che necessitano di maggiore flessibilità di orario e utilizzo impianti e per questo è assolutamente necessario il pieno coinvolgimento delle parti sociali», ha spiegato ancora Bertschy, che sarà presente all'incontro convocato a Roma il 21 luglio.
La Regione «non può sostituirsi alle parti nella contrattazione aziendale né imporre contenuti al nuovo integrativo, ma può svolgere un ruolo attivo di facilitazione, monitoraggio e raccordo istituzionale». In questo senso «ha attivato gli strumenti del programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori per i 100 lavoratori interessati dalla Cassa integrazione: la profilazione è conclusa e a luglio partiranno i primi percorsi formativi, con la possibilità di ulteriori aggiornamenti in autunno. L'obiettivo è trasformare questa fase di riduzione dell'attività in un'opportunità per rafforzare le competenze e accompagnare l'evoluzione tecnologica dello stabilimento. Sul piano industriale - ha proseguito l'assessore allo Sviluppo economico -, la Regione può sostenere, nel rispetto delle normative vigenti, investimenti in innovazione, digitalizzazione, efficientamento energetico, decarbonizzazione e qualificazione delle competenze. Si tratta però di strumenti che richiedono programmi industriali credibili, investimenti verificabili e ricadute positive sul territorio».
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