Fratelli d'Italia: governo regionale continua a emungere CVA

«Sottratti 300 milioni in quattro anni, la Regione deve smettere di considerare CVA come un bancomat»

 CVA

"La Regione deve smettere di considerare CVA come un semplice bancomat". Lo afferma in una nota Fratelli d'Italia VdA a proposito delle concessioni idroelettriche e del ruolo del Gruppo CVA nel bilancio regionale.

Il partito si dichiara soddisfatto per l'approvazione da parte del CdM della Norma di attuazione dello Statuto sulle concessioni idroelettriche, "un passaggio fondamentale per restituire alla Valle d'Aosta maggiori strumenti decisionali nella gestione della propria principale risorsa energetica. Proprio per questo appare ancora più scellerata la politica con cui il Governo regionale continua a emungere CVA, prelevando altri 75 milioni di euro dagli utili prodotti nel 2025". FdI chiede che il prelievo non sia approvato dall'assemblea dei soci.

A CVA "sono stati sottratti complessivamente oltre 300 milioni di euro in soli quattro anni", osserva FdI; fondi che vanno a "sommarsi agli avanzi di amministrazione monstre accumulati dalla Regione". Secondo il partito questi prelievi potrebbero incidere sul futuro della società. "Se, come appare concretamente probabile, la trasformazione dell'attuale Gruppo CVA in una società in house non risulterà realmente percorribile, l'azienda dovrà partecipare a gare nelle quali si confronterà con grandi operatori nazionali e internazionali. Ogni euro sottratto oggi alla società rischierà quindi di dover essere reperito domani attraverso linee di credito, finanziamenti o nuove emissioni obbligazionarie, sostenendo interessi e ulteriori costi finanziari".

"Una parte consistente degli utili dovrebbe restare in azienda - scrive Fratelli d'Italia - ed essere destinata a una riserva strategica vincolata alla partecipazione alle future gare, agli investimenti sugli impianti e alla tutela del patrimonio idroelettrico valdostano.

"Svuotare oggi le casse di CVA per costringerla domani a indebitarsi, mentre le somme prelevate si accumulano senza essere spese nel bilancio regionale, sarebbe una scelta industrialmente miope, finanziariamente costosa e politicamente irresponsabile", conclude la nota.

 


M.C.

 


 

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