Risultati 2025 contrastanti per la società di Saint-Vincent: aumentano i ricavi ma crolla l'utile. Testolin: avviato un nuovo percorso

Un lungo dibattito ha accompagnato la presa d'atto, questa mattina, della relazione annuale al Consiglio regionale sulla gestione della Casinò de la Vallée Spa.
Il documento fa riferimento al 2025 ed è particolarmente importante perché si tratta del primo esercizio dopo la conclusione del concordato che ha evitato il fallimento della casa da gioco di Saint-Vincent. Tre gli elementi che emergono: i ricavi in crescita, l'utile netto dimezzato e il peggioramento del rapporto tra valore e costo della produzione. Questi ultimi due sono stati messi entrambe in luce anche durante il dibattito. Secondo il presidente della Regione tuttavia questi elementi non devono preoccupare.
I numeri. I ricavi della gestione nel 2025 sfiorano i 79 milioni di euro, con un aumento del 2,97% rispetto al 2024. Il dato è in miglioramento sia per la casa da gioco (+1%) sia per la parte alberghiera (+30%). Anche il dato sui nuovi giocatori è positivo, anche se "dovuto principalmente a una maggiore concessione del credito". Nonostante ciò, la relazione indica un utile sceso a 8,455 milioni contro i 16,410 milioni del 2024 e una spesa per il personale incrementata di 1,3 milioni di euro.
Secondo il documento, questi risultati sono dovuti in parte alle "componenti straordinarie positive" dell'esercizio precedente e ad investimenti di marketing e promozione per 1,3 milioni. Un terzo fattore è l'incremento dei costi, incluso quelli del personale.
Nel corso del dibattito il leghista Corrado Bellora ha ricordato che «l'eccesso di personale era stato una delle cause del dissesto del Casinò».
Marco Carrel, capogruppo di Autonomisti di Centro, ha annunciato la richiesta di approfondimenti. «Sul personale, preoccupano i 430 mila euro di incentivi all'esodo per 25 dipendenti. Ci arrivano voci, da confermare o smentire, secondo cui alcune persone uscite con questi incentivi sarebbero oggi nuovamente assunte dal Casinò con altri contratti».
Per il presidente della Giunta Renzo Testolin il costo del personale «non è un elemento di preoccupazione». L'aumento è dovuto agli adeguamenti contrattuali post concordato. «Si è trovato un equilibrio per ripristinare le condizioni "azzerate" durante il periodo del concordato». Inoltre «un utile che si dimezza è un'affermazione forte che non rappresenta la realtà dei fatti» ed è risultato di «situazioni che non si ripeteranno nei prossimi anni», come l'adeguamento contrattuale.
In generale la Casinò Spa «presenta margini di miglioramento e necessita di un nuovo percorso che, con la nuova governance di recente nominata, è stato già avviato».
Elena Giovinazzo
