Il capogruppo di Fratelli d'Italia sulla situazione in Regione e sui tanti dossier rimasti aperti sui tavoli della politica
Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale. Nei giorni scorsi avete incontrato il nuovo presidente della Regione Marguerettaz nell'ambito delle consultazioni precedenti all'elezione della nuova Giunta. Cosa è emerso?
«Premetto che siamo andati all'incontro sapendo già che la maggioranza sarebbe rimasta uguale. Devo sottolineare un aspetto positivo: quello del cambiamento di metodo - se non altro formale, che poi è tutto da dimostrare in concreto - che il presidente ha dimostrato nel voler cercare un dialogo. La logica è quella di abbattere il "muro contro il muro" che si era consolidato in quest'anno di legislatura con l'ex presidente Testolin.»
La squadra della maggioranza è rimasta la stessa, senza aperture al resto del centrodestra.
«Possiamo anche comprendere l'esigenza di fare in fretta e di dare alla Regione un bilancio, importante più per i cittadini che per le forze politiche. Il perimetro della maggioranza è stato confermato e noi abbiamo accolto con sorpresa l'endorsement di Emily Rini che, pur collegata al telefono, ha voluto significare quella che per lei è l'importanza di cercare un dialogo tra tutte le forze del Centrodestra Unito in una logica di ampliamento di maggioranza regionale. Quindi questo è un fatto positivo, ma anch'esso che deve essere poi dopo corroborato dai fatti, perché delle intenzioni sono piene le fosse».
Voi quindi sareste disponibili?
«Non è questione di disponibilità. C'è una cosa che continua a non convincerci: la ricerca di continuità da parte della maggioranza. Per noi questo è un problema. Quella che per loro è continuità, per noi rappresenta un fermo dell'azione amministrativa. È un fatto oggettivo che tanti, troppi dossier, almeno quelli più importanti, sono rimasti solo pieni di intenzioni. Faccio degli esempi. L'ospedale: il TAR ha sentenziato, ora attendiamo il via dei lavori, ma la situazione è ben lungi da poter dare delle sicurezze sulle tempistiche di realizzazione. Mancano ancora la Fase 4 e 5, di cui si sono perse le tracce. La ferrovia: è vero che non è di competenza diretta della Regione, ma le tante dichiarate certezze dell'ex assessore Bertschy "va tutto bene madama la marchesa" si sono rivelate dei bluff. Credo che per ancora un anno non vedremo circolare il treno da Aosta a Torino sulla nuova linea elettrificata, perché i ritardi sono enormi. L'aeroporto: doveva essere operativo da ottobre e invece siamo soltanto all'insegna dell'aerostazione. Tutto è fermo. E poi i casi lampanti del Casinò e della CVA. Tra l'altro loro nel programma di governo hanno parlato di una privatizzazione della casa da gioco. A maggior ragione, con quello che è successo, riteniamo che dovrebbero dare corso a questo proposito. Abbiamo poi il problema dell'Heineken, il cui contratto scade tra un mese e mezzo e nessuno sa che fine faranno i 120 lavoratori. Sono talmente tanti i problemi. Ed è su questi punti che misureremo l'azione del nuovo governo».
C'è poi la delicata questione della Cogne Acciai Speciali.
«Vero. L'Heineken ha 120 dipendenti, ma la Cogne ne ha un "pochino" più. La crisi non è certo responsabilità della Regione, ma la Regione si deve assolutamente attivare per trovare delle soluzioni. Dobbiamo passare da una fase attendista a una di programmazione, ma ciò non è avvenuto. Se per la maggioranza dare continuità significherà agire come fatto finora, noi siamo estremamente preoccupati. Cito anche la questione della società unica degli impianti di salita: è stata tanto strombazzata, ma non ha ancora visto la luce. Capiamo quali sono le implicazioni - i campanilismi dei singoli comprensori - ma perché si dice di voler fare una cosa se poi, in realtà, non la vogliono fare? Eppure è evidente che ci sarebbe un netto risparmio economico accorpando cinque società in una. Se non si dà corso a queste intenzioni, c'è da chiedersi il perché. Sono tanti i dossier sui quali misureremo la maggioranza».
Una considerazione sulla situazione di Testolin che ha portato all'elezione di un nuovo presidente.
«Quindici giorni prima che arrivasse la sentenza di Appello avevo detto personalmente a Testolin che se l'iceberg in arrivo da Torino avesse incocciato la nave da lui capitanata, sarebbe andato giù lui e avrebbe rischiato di far affondare tutta la nave con l'equipaggio. Non ho capito questa sua pervicacia nel voler andare fino in fondo, nonostante l'evidente rischio e anche dopo la sentenza di primo grado. Non so chi lo abbia consigliato, ma è stata anteposta la sua volontà alle esigenze dell'istituzione e, direi, anche del suo partito. Farsi buttare fuori dalla magistratura non è stata una grande trovata. Glielo abbiamo detto tutti che sarebbe stato molto più saggio fare un passo indietro prima, addirittura prima della sentenza di primo grado. Nessuno gli avrebbe tolto la possibilità di ricorrere. Io francamente credo che si tratti di una "malattia" che colpisce chi assume posti di comando e che fa perdere di vista le più elementari regole di rispetto delle istituzioni e del vivere civile».
Cambiamo argomento. Tra poco inizia la stagione invernale, ma la Valle d'Aosta continua ad avere un problema di trasporti e collegamenti.
«Noi abbiamo la grande fortuna di avere quattro 4000 che sono evidentemente più attrattivi dei problemi di collegamento, ma la Valle d'Aosta non può fare affidamento solo sulle sue bellezze. E anche su questo aspetto, mi spiace dirlo, le cose non vanno bene come ci era stato detto. Ci prepariamo a una nuova stagione con lavori in corso sull'autostrada. La scorsa settimana abbiamo visto ripresentarsi delle code durante i rientri. Questa situazione palesa una sudditanza della Regione nei confronti della SAV. Marguerettaz in precedenza in Consiglio aveva indicato questa situazione come negativa: vediamo se adesso, nel suo ruolo di presidente, saprà far valere di più il peso della Regione. Per la linea ferroviaria elettrificata, tutto è spostato alla prossima stagione. Non se ne abbia a male l'ex assessore Bertschy, ma la gestione dei trasporti è stata veramente deficitaria sia come vigilanza, sia come azione diretta».
In chiusura un commento sulla vittoria dei democratici alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
«Non sono abituato a parlare di cose che non mi spettano, ma a titolo personale credo che il presidente Trump possa aver superato dei confini nell'ambito delle sue esternazioni. Questo ha fatto sì che il consenso del popolo repubblicano venisse meno di fronte ad atteggiamenti molto, ma molto discutibili sul piano personale. E anche di fronte a certe decisioni prese negli ultimi tempi. L'elettorato ha preso le distanze con una risposta molto chiara».
Marco Camilli
