Casinò, scoppia il caso delle promozioni. Ferrero (M5s): "un'infornata elettorale"

 

In Consiglio Valle la maggioranza difende le promozioni e boccia (18 astensioni contro 17 "sì") una risoluzione di Uvp, Alpe e M5s

CasinoAOSTA. In Consiglio regionale è scoppiato il caso delle promozioni discrezionali al Casinò di Saint-Vincent in periodo elettorale. La questione è stata posta questa mattina dal Movimento 5 stelle e poi ripresa oggi pomeriggio con una risoluzione presentata da M5s, Alpe e Uvp.

Si è parlato anzitutto della promozione di una dipendente, Lucina Grivon, sindaco di Emarèse, quale responsabile del servizio giochi elettronici (1350 euro mensili di indennità, oltre ad un aumento di 250 euro dello stipendio e super minimo). La carica, ha detto stamane il capogruppo dei 5 stelle Stefano Ferrero, è stata creata appositamente dalla casa da gioco ed affidata ad una persona, ha continuato Ferrero, che non ha esperienza professionale nel campo né titoli di studio (se non una licenza di scuola media) ma che è iscritta all'Union Valdôtaine. Nel pomeriggio il capogruppo dei pentastellati ha rincarato la dose: «Si sentono voci su nuove promozioni in arrivo. Sembra, visto il periodo in cui viene fatto, una infornata elettorale».

La risoluzione impegnava il governo regionale ad intervenire per revocare questa promozione e sospenderne ogni altra di tipo discrezionale, quindi non legata agli obblighi contrattuali, finché il Casinò non uscirà dalla crisi. Illustrandola Laurent Viérin ha affermato che questo affidamento di nuovo incarico in un periodo di crisi è «un paradosso degno di questo governo, di questa maggioranza». «Qui - ha continuato il consigliere dell'Uvp - ci sono responsabilità amministrative ma anche politiche di chi siede sui banchi del governo. Crediamo sia uno schiaffo ai lavoratori del Casinò, al Consiglio Valle ed ai lavoratori in generale».

Consiglio-regionaleL'assessore Ego Perron ha respinto le critiche. In mattinata, rispondendo all'interpellanza, e poi nel pomeriggio, annunciando l'astensione sulla risoluzione, Perron ha ribadito che la promozione è stata decisa dall'azienda e il Governo regionale non ha avuto alcun ruolo in tal senso. «Da parte nostra non c'è stato nessun input» ha ribadito più volte. «La direzione della Casa da gioco ha avanzato delle proposte di valorizzazione di una figura cercando di darle un ruolo di rilievo». Ancora Perron: «Riteniamo che la scelta fatta sia valida non per premiare qualcuno ma per cercare di dare slancio ad un particolare settore del Casinò che ha bisogno di rilancio. Anche da un punto di vista normativo la richiesta di revoca mi sembra illegittima. Non è poi condivisibile immaginare che il Consiglio Valle entri pesantemente nella gestione della Casa da gioco e dica di bloccare le promozioni».

«Con questa risposta lei si è arrampicato sui vetri del Casinò» ha replicato Viérin affermando che invece dietro alla gestione dell'azienda c'è comunque la politica.

Dall'opposizione sono anche arrivati numerosi richiami alla responsabilità rivolti ai consiglieri della maggioranza, conditi da affermazioni su possibili accertamenti della Corte dei Conti. «Chiudiamo questa brutta pagina» ha detto Albert Chatrian (Alpe); «invito tutti i colleghi a dare un esempio di forte moralizzazione accettando questa nostra risoluzione» ha aggiunto Nello Fabbri (Uvp).

La risoluzione è stata bocciata con 17 voti a favore (Uvp, Alpe, Pd-Sinistra VdA e M5s) e 18 astensioni.

 

Clara Rossi

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