Taglio delle Regioni, il dibattito si infiamma e spacca il Pd

 

L'impegno assunto dal Governo prevede di portare da 20 a 12 le Regioni. La Valle d'Aosta nella Regione Alpina con Piemonte e Liguria

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AOSTA. L'ordine del giorno Morassut - Ranucci, ribattezato il "taglia Regioni", entra nel dibattito politico nazionale. Già fatto proprio dal governo Renzi, che ha così assunto l'impegno di portare da 20 a 12 il numero delle Regioni, registra pareri contrastanti dalle forze politiche di tutti gli schieramenti. Primo tra tutti, il Pd.

Debora Serracchiani, vicesegretaria del partito e presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha annunciato il suo stop all'ipotesi accorpamento delle Regioni affermando al Corriere della Sera che «Governo e PD non hanno in agenda nulla di simile».

Nella nuova, ipotetica, carta geografica dell'Italia (vedi in alto l'elaborazione grafica pubblicata dal Corriere) il Friuli Venezia Giulia di Seracchiani diverrebbe un tutt'uno con Trentino Alto Adige e Veneto e formerebbe la Regione Triveneto. Una soluzione che, tra l'altro, permetterebbe al governo di saltare quasi a piè pari il "problema" degli Statuti speciali. Secondo questa ipotesi anche la Valle d'Aosta sparirebbe ed entrerebbe a far parte della Regione Alpina con Piemonte e Liguria.

«Non si può mica cominciare dalla coda - ha detto Serracchiani al CorSera -. E poi abbiamo appena deciso l'abolizione delle province. Accorpassimo ora le Regioni, sarebbe un triplo salto carpiato. Insomma, tutto è possibile, ma nell'interesse dei cittadini».

Anche Paolo di Laura Frattura, governatore del Molise sostenuto dal centrosinistra, esprime contrarietà. «Non c'è un no pregiudiziale da parte nostra - ha dichiarato sempre al Corriere della Sera -. Ma non si può smembrare la storia con una matita. Va bene accomunarci all'Abruzzo, ma non ha senso mandare Campobasso con la Puglia. Consiglio di ascoltare i territori: i confini devono essere legati alla storia e alla cultura».

«Gli ordini del giorno non si rifiutano mai» aveva invece commentato il presidente della Regione Augusto Rollandin due giorni dopo l'accoglimento della proposta.

 

Marco Camilli

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