Società partecipate in rosso, Ferrero (M5s): "il sistema è impazzito"

 

Intervista al capogruppo in Consiglio Valle

Regione-tuttaAOSTA. Avete fatto una grande battaglia per avere documenti contabili delle società partecipate, ma finora non siete riusciti a venirne a capo. Ultime note dolenti di queste partecipate sono la Monterosa Ski, con 1,7 milioni di euro di passivo, e VdA Structure, con oltre 2 milioni di passivo. Cosa sta succedendo?
«Siamo arrivati al capolinea. Mentre una volta era possibile ricapitalizzare le perdite e immettere del denaro fresco che arrivava da Roma in maniera indiscriminata, adesso c'è la triste realtà: buona parte delle partecipate, io penso il 70% grosso modo, non è in grado di andare avanti. E' necessario vedere e individuare quelli che noi abbiamo sempre detto esserci: gli sprechi che ammontano a milioni di euro. Abbiamo discusso per settimane della questione degli asili nido, delle rette delle microcomunità, del trasporto per i disabili e, con il ripianamento dei passivi di queste due partecipate, in pratica avremmo i soldi per far fronte ai servizi. Stiamo parlando veramente di un sistema che è impazzito.»

Come escono fuori questi milioni di passivo? Investimenti sbagliati? Materiali acquistati che non servono? Fornitori esosi? O altro?
«Secondo noi il grosso dei soldi sparisce nel pagamento di stipendi troppo elevati, soprattutto ai dirigenti ed ai componenti dei Consigli di amministrazione. Poi non vengono mai fatte gare, di conseguenza non si prende la fornitura al prezzo migliore, ma sempre la fornitura dall'amico, dal parente o dal compagno di politica. E' ovvio che c'è uno spreco grandissimo. Non dimentichiamo poi tutti i benefit che hanno le persone che lavorano presso le partecipate. Per esempio in Vallée d'Aoste Structure - io avevo fatto richiesta di accesso agli atti - avevamo visto che c'erano delle mega assicurazioni che coprivano anche dal punto di vista della responsabilità i componenti consiglio di amministrazione oltre che i dirigenti. Insomma, tutta una somma di spese accessorie che alla fine fanno milioni di euro».

Possiamo dire che che fino ad ora le partecipate hanno visutto in un paese dei balocchi e ora che fanno? Come nella favola di pinocchio si trasformano in ciuchini con le orecchie perché la festa è finita?
«Sì, la festa è ben finita. Il problema è che non si ha il coraggio (la Monterosa ne è la prova) di sostituire persone che sono ai posti di vertice e che per anni hanno dato chiara dimostrazione di non essere all'altezza di gestire le società. Adesso bisogna avere il coraggio di spazzare via quasi completamente alcuni Consigli di amministrazione. Noi lo avevamo detto che il buon presidente dimissionario (della Monterosa ski, ndr) sarà stato sì un ottimo maestro di sci ma non aveva alcuna qualifica per ricoprire quell'incarico. Avevamo detto che non è più il momento in cui mettere un maestro di sci a fare il presidente del Cda o l'amministratore delegato, ma ci vuole un manager con i titoli di studio e anche con esperienza qualificata professionale nel settore».

Quante sono le partecipate?
«Sono oltre 50, dovrebbero essere 51 o 52 se non sbaglio tra partecipate e controllate a diverso titolo quindi alcune con con pacchetto al 100% della Regione o altre, come Avda, dove la Regione è socia di minoranza. Sono veramente tantisime».

Secondo il tuo sentore, quante società hanno in passivo da milioni di euro?
«Non penso siano tantissime con perdite così importanti. Di certo non bisogna solo fermarsi a questi passivi di milioni di euro, bisogna anche andare a vedere come vengono spesi i soldi delle altre partecipate che magari sono in pareggio o hanno un leggero attivo, ma comunque hanno degli sprechi grandissimi».

La battaglia del M5s per acquisire della documentazione, partendo dal Casinò de la Vallé, è stata stoppata anche a livello giudiziario. Ci sono altre forze politiche che vi sostengono in Regione in questo?
«Dal punto di vista giudiziario siamo soli. Avevo proposto agli altri capigruppo di intervenire e fare ricorsi al Tar ma, al di là di un sì detto all'epoca, alla fine non c'è stato niente. Se vogliamo ottenere i documenti dobbiamo andare fino in fondo e presumo che faremo ricorso al Consiglio di Stato e sarà in quella sede che si dirà se abbiamo diritto o no ad avere i documenti. Peraltro nelle altre Regioni hanno diritto ad avere tutti i documenti e tutte le fatture delle partecipate, da noi no. Chissà perché».

Secondo te perché?
«Il perché è molto semplice: anche la maggioranza penso si sia resa conto che esistono delle sacche di spreco e che in alcuni casi ci sono anche degli illeciti. E' ovvio che se una cosa così arrivasse all'attenzione dell'opinione pubblica in un momento in cui sono stati fatti dei tagli veramente odiosi nei confronti del sociale sarebbe un colpo gravissimo alla maggioranza. Si cerca allora di nascondere come al solito la polvere sotto il tappeto, ma non capiscono che la polvere comunque verrà fuori, è solo questione di poco tempo».

 

Marco Camilli

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